relazione annuale sulle droghe 2008

L’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze ha pubblicato il nuovo rapporto “Relazione annuale 2008: evoluzione del fenomeno della droga in Europa”, che descrive i fatti salienti, i dati e i trend più recenti osservati a livello europeo in materia di sostanze stupefacenti.
La relazione offre una rassegna sulla situazione nei 27 Stati membri dell’Unione Europea e in Croazia, Turchia e Norvegia, presenta i dati più recenti sulla prevalenza e sui modelli di consumo, sull’offerta e sulla disponibilità di droga nel panorama europeo. Il rapporto propone inoltre un quadro dettagliato sulle politiche e sulla giurisprudenza in materia di sostanze stupefacenti, sulle risposte sociali e sanitarie adottate, sulle malattie infettive e i decessi droga correlati, sulle nuove droghe e sulle tendenze emergenti.
Le sfide principali sono rappresentate dal continuo aumento dei consumi di cocaina, dal consumo di oppiacei che rappresenta ancora il principale responsabile dei costi sociali e sanitari legati al consumo di droga, dalle alte percentuali di decessi droga correlati.
In Europa il consumo di cocaina è in costante crescita, 3,5 milioni di giovani europei (15-34 anni) ne ha fatto uso nell’ultimo anno e 1,5 milioni nell’ultimo mese. Desta particolare preoccupazione il consumo di cocaina da parte del 3,2% dei giovani italiani nell’ultimo anno, una tra le percentuali più alte di consumo in Europa dopo Spagna (5,2%) e Gran Bretagna (5,4%). Emergono segnali di cambiamento relativi all’uso di oppiacei che rimettono in discussione il “lento miglioramento della situazione rispetto all’eroina” segnalato lo scorso anno. L’uso di oppiacei non è più in calo, ma si è stabilizzato, e riguarda 1,3 - 1,7 milioni di consumatori problematici, oltre ad essere causa dell’80% delle overdose mortali.
La riduzione dei decessi correlati alla droga rappresenta un obiettivo esplicito delle strategie nazionali in materia di stupefacenti: un giovane europeo muore ogni ora a causa di un’overdose che avrebbe potuto essere evitata. Risulta, quindi, necessario dare priorità alle misure di prevenzione delle overdose e mirare ai gruppi ad alto rischio (per es. persone che escono dal carcere o che ricadono dopo un trattamento). Nell’ambito dell’Unione Europea sono state sviluppate notevoli capacità di monitoraggio del fenomeno droga e gli Stati membri condividono un approccio comune in materia di lotta alla droga che ha reso possibile una maggiore stabilità dell’uso di droghe a livello europeo.

fonte:  dronet.org

Add comment 18 Novembre 2008

un passato da tenere pancia a terra

Quando una riforma prende a calci uno status quo consolidato, oppure mette in evidenza una rete di inefficienze, è naturale che crei dei contraccolpi, se non delle vere e proprie reazioni a catena, come ci conferma il decreto Gelmini sulla scuola.

Una contrapposizione che vede coinvolti studenti e genitori, professionisti della didattica e uomini politici, ognuno armato di parole dure, di speranze trasformate in carri allegorici delle ideologie, che confondono le idee, le progettualità, le stesse capacità di contribuire a raggiungere obiettivi comuni.

In questo bailamme di primi della classe, di ideali sotto forma di offese, ecco a fare capolino la sbarra di ferro, il tubo contundente, il simbolo della virilità italica, teleguidata alla perfezione, appariscente e affascinante in tutta la sua stupidità utopistica.

Nuovamente la storia diviene replicante di se stessa, siamo noi a manomettere i dispositivi di sicurezza, a imbrogliare senza mai voler pagare dazio, eppure quella storia che tanti di noi hanno contribuito a formare, ci insegna che prima o poi il pegno s’è dovuto pagare, con il peso di mille tragedie scagliate addosso alla nostra coscienza.

Giudicare quanto accaduto in quella piazza a Roma, è come sparare sulla Croce Rossa, chi ha iniziato per primo è una domanda posta male, piuttosto c’è da alzarsi in piedi e smetterla di far finta di niente a fronte delle spranghe fasciste e dei caschi comunisti, occorre davvero stare insieme per non riproporre nuovamente tante assenze, maschere scomposte a declinare nomi e età inconfessabili.

Tanti giovani a scontrarsi, a farsi male per un’idea? Un ideale? O un’ideologia tumorale che ricresce e si espande ogni volta che la frontiera del pensiero diventa recinto di filo spinato e non più nuovo spazio di comunicazione, un confine che separa, che emargina, ancor prima di ogni possibile incontrarsi e conoscersi.

Non c’è affinità né parentela con quanto di più politicamente scorretto andava presentandosi durante gli anni di piombo, non c’è prossimità di una identificazione con “l’esordiente” terrorismo di ieri.

Non esiste possibilità di ritornare al passamontagna calato sulle identità, alla moltiplicazione dei nascondimenti che comportano gli agguati alla vita.

In quella piazza quei ragazzi hanno inscenato una rappresentazione teatrale non per fini catartici, non solo per frenare una riforma ritenuta provocatoriamente errata, o per difenderla dal sotto vuoto spinto di un’altra concezione altrettanto sbagliata.

In quella piazza la paura ha dettato i tempi e i bisogni di una intera generazione, giovani asserragliati nell’incertezza e nel dubbio, nella mancanza di un progetto e capacità politica e quindi prospettica, hanno lanciato il loro messaggio, e in quella violenza, in quella fisicità dei desideri e delle rinunce imposte, c’è tutta la drammaticità dell’ignoto a nome futuro, creato a misura dalla cecità improvvisa di un mercato che non acquisisce più apprendisti.

In quella piazza non si sono difesi gli interessi di chi studia, hanno stravinto le deficienze intellettuali, le furbate ideologiche, le sintesi sciocche che hanno potere di autoassolversi, una vera e propria miopia politica che riduce ciascuno a comprimari dei soliti fascisti e comunisti in calzoncini corti.

Blocco studentesco, studenti organizzati, plotoni schierati, dentro un passato che bisogna tenere pancia a terra se l’intenzione è di costruire davvero futuro, un passato che ci impone il comando della misura per non cadere nuovamente all’indietro, dove con l’inganno si scelsero di scavare le fosse per seppellire tanti e troppi innocenti.

Vincenzo Andraous

2 comments 17 Novembre 2008

gli inalanti

Gli inalanti sono sostanze volatili che producono vapori chimici che possono essere inspirate per provocare un effetto psicoattivo o uno stato di alterazione mentale. Nonostante anche altre sostanze possano essere inalate, il termine “inalanti” si usa per descrivere una varietà di sostanze la cui caratteristica comune fondamentale è che vengono assunte pressoché esclusivamente per inalazione. Questa definizione abbraccia un’ampia gamma di prodotti chimici differenti che possono avere diversi effetti farmacologici. Come risultato, è difficile riuscire ad avere una classificazione precisa degli inalanti. Un sistema di classificazione nomina quattro categorie generali d’inalanti-solventi volatili, aerosol, gas e nitriti, basandosi sulla forma in cui spesso si trovano questi nei prodotti, che possono essere domestici, industriali e medici.
I solventi volatili sono liquidi che evaporano a temperature ambientali. Si trovano in una varietà di prodotti economici e facilmente reperibili, d’uso comune, domestico e industriale. Questi includono i diluenti e i solventi di vernici, liquidi per lavaggio a secco, benzine, colle, liquidi correttivi e liquidi vari. Gli aerosol sono nebulizzatori che contengono propulsori e solventi. Questi includono le vernici polverizzate, atomizzatori per deodoranti e lacche per capelli, nebulizzatori di olio vegetale per cucinare e nebulizzatori per proteggere tessuti.

Tra i gas abbiamo gli anestetici usati in ambito medico, come anche i gas che si usano in prodotti domestici o commerciali. I gas anestetici includono etere, cloroformio, alotano e protossido di azoto, comunemente conosciuto come “gas esilarante”. Tra essi, quest’ultimo è il più abusato. Tra i prodotti casalinghi e commerciali che contengono gas si trovano gli accendini alimentati a butano, bombolette di gas propano, spray e refrigeranti.

Quanto sono utilizzati gli inalanti?
Gli inalanti, soprattutto i solventi volatili, gas ed aerosol, sono tra le prime droghe utilizzate tra le persone più giovani. Un’inchiesta nazionale negli Stati Uniti indica che circa il 6% dei bambini delle classi elementari hanno già provato inalanti. Gli inalanti sono tra le poche sostanze utilizzate maggiormente dai ragazzi più giovani, piuttosto che tra i più grandi. Nonostante questo, l’abuso di inalanti può diventare cronico ed estendersi all’età adulta.
In generale, coloro che abusano di inalanti usano qualunque sostanza sia disponibile. Tuttavia, gli effetti prodotti dai differenti inalanti variano ed alcuni persone fanno qualsiasi cosa per ottenere l’inalante favorito. Per esempio, in certe parti del paese, uno dei più utilizzati è il “Texas shoe-shine”, un nebulizzatore che contiene il composto chimico toluene. Sono inalanti molto popolari anche le vernici polverizzate argentate o dorate che contengono più toluene di qualsiasi altro colore.
I dati delle indagini nazionali e statali suggeriscono che l’abuso di queste sostanze arriva al suo punto massimo nel periodo corrispondente alla scuola media inferiore italiana. Per esempio, l’Inchiesta Americana sulle Droghe e l’Alcool per gli studenti dal quarto al dodicesimo grado (scuola media inferiore - scuola media superiore) indica che la percentuale di questi che hanno usato inalanti in alcune occasioni arriva al suo punto massimo all’ottavo grado, ad un’età corrispondente alla classe terza della scuola media inferiore italiana.

Quali sono gli effetti a breve ed a lungo termine dell’uso di in analanti?
Benché le sostanze chimiche che si trovano negli inalanti possano produrre vari effetti farmacologici, la maggioranza degli inalanti produce un’euforia rapida che assomiglia all’intossicazione alcolica, caratterizzata da un’eccitazione iniziale, seguita poi da sonnolenza, disinibizione, stordimento ed agitazione. Se s’inalasse sufficiente quantità, quasi tutti i solventi e gas produrrebbero anestesia, una diminuzione della sensibilità percettiva e possono condurre ad uno stato di incoscienza.
Le sostanze chimiche contenute nei solventi, nei gas e negli aerosol possono produrre una varietà di altri effetti durante o poco dopo il loro uso. Questi effetti sono dovuti all’intossicazione da inalanti e possono includere aggressività, apatia, deterioramento cognitivo, e il non poter funzionare appropriatamente nel lavoro o in situazioni sociali. Altri possibili effetti sono la nausea, sonnolenza, balbuzie, letargo, riflessi rallentati, debolezza muscolare generale e stupore. Per esempio, le indagini dimostrano che il toluene può produrre mal di testa, euforia, sensazione di barcollamento, ed inabilità nel coordinare i movimenti. L’esposizione ad alta dose può causare confusione e delirio. Altri effetti collaterali comuni sono nausea e vomito.
Molte persone manifestano una forte necessità di continuare ad utilizzare inalanti, specialmente quelle che li hanno utilizzati per periodi molto lunghi. L’abuso prolungato di inalanti può causare un utilizzo compulsivo e portare ad un lieve caso di sindrome di astinenza.
Altri sintomi osservati in persone che hanno abusato di inalanti per lungo tempo, sono perdita di peso, debolezza muscolare, disorientamento, mancanza di attenzione e coordinazione, irritabilità e depressione.

Quali sono le conseguenze mediche dell’abuso di inalanti?
Coloro che abusano d’inalanti corrono il rischio di soffrire di tutta una serie di conseguenze mediche devastanti. L’inalazione prolungata di composti chimici altamente concentrati che si trovano nei solventi o aerosol può indurre aritmia che può provocare un arresto cardiaco e la morte in pochi minuti. Questa sindrome, conosciuta come “morte istantanea per inalazione”, può essere provocata anche da una singola assunzione di inalanti. La morte immediata per inalazione si associa principalmente con l’abuso del butano, propano e le sostanze chimiche degli aerosol. Anche l’abuso di inalanti può causare la morte nelle seguenti maniere:
· Asfissia -da inalazioni ripetute che portano ad alte concentrazioni di fumi inalati che sostituiscono l’ossigeno disponibile nei polmoni;
· Soffocamento-bloccando l’entrata di aria nei polmoni quando si inalano i vapori da una borsa di plastica messa sulla testa.
· Soffocamento da vomito-inalando il vomito prodotto dopo avere usato inalanti
· Ferita mortale-per incidenti, includendo le morti per incidenti automobilistici causati da intossicazione.
Le osservazioni realizzate su animali ed esseri umani mostrano come gli inalanti siano altamente tossici. Forse l’effetto nocivo più significativo dell’esposizione abituale agli inalanti è il danno estensivo e di lunga durata al cervello e ad altre parti del sistema nervoso. Per esempio, ricerche su animali e studi su patologie umane mostrano che l’abuso abituale di solventi volatili come il toluene, danneggia la zona protettiva attorno a certe fibre nervose nel cervello e nel sistema nervoso periferico. Questa distruzione estensiva delle fibre nervose è clinicamente simile a quella che si può vedere in malattie neurologiche come la sclerosi multipla.
Gli effetti neurotossici dell’abuso prolungato di inalanti includono sindromi neurologiche che riflettono danni del cervello in zone che includono il controllo cognitivo, motorio, visivo ed uditivo. Le anormalità cognitive possono andare da un lieve deterioramento fino ad una demenza severa. Altri effetti possono includere difficoltà nel coordinare i movimenti, spasticità e perdita di sensibilità dell’udito e della vista.
Gli inalanti sono molto tossici anche per altri organi. L’esposizione cronica può produrre danni significativi al cuore, polmoni, fegato e reni. Benché alcuni dei danni prodotti dagli inalanti al sistema nervoso, come a quello di altri organi, possono essere più o meno reversibili quando cessa l’abuso degli inalanti, molte altre sindromi causate dall’abuso ripetuto o prolungato sono irreversibili.
L’abuso degli inalanti anche durante la gravidanza può aumentare il rischio per i bambini di soffrire di qualche deterioramento nel loro sviluppo. Studi su animali, progettati per simulare i modelli umani di abuso di inalanti, suggeriscono che l’esposizione prenatale al toluene o il tricloruro di etilene può produrre un peso natale più basso, occasionalmente anomalie scheletriche, e uno sviluppo neuro-comportamentale ritardato. Alcune relazioni di casi mostrano anomalie in neonati le cui madri abusavano abitualmente di solventi ed è documentato un successivo deterioramento nello sviluppo in alcuni di questi bambini. Tuttavia, non si è portato a termine uno studio ben controllato di prospettive sugli effetti su esseri umani dell’esposizione prenatale ad inalanti e, pertanto, non è possibile legare l’esposizione prenatale ad una specifica sostanza chimica con uno determinato difetto di nascita o problema di sviluppo.

fonte:  dronet.org

Add comment 15 Novembre 2008

italiani e sigarette, consumi stabili

I dati del 2008 confermano quanto osservato negli ultimi 3 anni, secondo cui si assiste ad una sostanziale stabilizzazione della quota di fumatori tra la popolazione di 14 anni e oltre (22,2%), sebbene tra il 2000 e il 2005 si sia registrata una riduzione dei fumatori di circa 2 punti percentuali.
Attualmente in Italia fumano circa 11,2 milioni di persone (6,5 milioni di uomini e 4,7 milioni di donne), i non fumatori sono il 52,9% e gli ex fumatori rappresentano il 22,9%, secondo le ultime stime pubblicate a novembre nell’Annuario statistico italiano dell’Istat. Il tabagismo è più diffuso tra i maschi rispetto alle femmine (28,6% vs 16,3%) e riguarda soprattutto la fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni, dove i fumatori rappresentano il 29,2%. Sempre in questa fascia d’età, tra i maschi si riscontra la percentuale più elevata di consumatori (36,9%), mentre la quota più elevata di fumatrici (24,3%) corrisponde alla fascia d’età 45-54 anni.
Tuttavia, i non fumatori rappresentano la maggioranza della popolazione (52,9%), mentre il 30,4% dei maschi e il 15,9% delle femmine dichiara di aver fumato in passato. Gli effetti nocivi del fumo (attivo e passivo) sono ben documentati da numerose indagini epidemiologiche. L’esposizione al fumo di tabacco può comportare l’insorgenza di patologie cronico-degenerative soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare.

fonte:  dronet.org

10 comments 14 Novembre 2008

caso di coscienza

eluana_englaro1

Le sezioni Unite civili della Cassazione hanno dichiarato inammissibile per “difetto di
legittimazione” il ricorso della Procura di Milano contro il provvedimento del luglio scorso sulla vicenda di Eluana Englaro. La procura generale di Milano, in sostanza, non poteva impugnare la decisione con cui era stata autorizzata la sospensione dell’ alimentazione artificiale che tiene in vita Eluana. I supremi giudici hanno cosi’ accolto la richiesta fatta dal Pg della Cassazione Domenico Iannelli nell’ udienza pubblica di martedi’ scorso. Per il pg, infatti, la procura milanese non era “legittimata ad esercitare l’azione civile”, poiche’ non si tratta in questo caso “di tutelare un interesse pubblico, ma si e’ di fronte ad una situazione soggettiva individuale”.

Il padre e tutore di Eluana “E’ la conferma che viviamo in uno stato di diritto”. Cosi’ Beppino Englaro, il padre di Eluana,  ha commentato la decisione della Cassazione. La donna è in stato vegetativo permanente da quasi 17 anni a seguito di un incidente. La ragazza prima della disgrazia, commentando un caso analogo  capitato ad un amico, aveva espresso ai famigliari la sua volontà a non essere sottoposta a cure intensive per rimanere in vita.

Mantovano: i magistrati hanno introdotto l’eutanasia. “Una parte della magistratura rifiuta la tutela della vita umana, privilegia forme piu’ o meno velate di eutanasia e di omicidio del consenziente, impone questa sua opzione al Paese violando le leggi in vigore”. Lo sottolinea, in una nota, il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, commentando la decisione della Cassazione sul caso Eluana. “Gia’ nelle scorse settimane la Corte Costituzionale aveva preferito chiudere gli occhi, facendo finta di non vedere
questa palese invasione di campo - ricorda Mantovano - spetta percio’ al Parlamento restituire al Popolo la sua sovranita’ con una scelta in favore della vita, senza se e senza ma, che
ribadisca e renda evidenti le gravi responsabilita’, anche politiche, dei magistrati che avallano scelte di morte”.

Le vedove di Welby e Coscioni: è prevalsa la volontà di Eluana. “Finalmente viene adempiuta la volonta’ di Eluana”. La vedova di Piergiorgio Welby cosi’ commenta la sentenza, e riserva parole di affetto per il padre della donna: “anche Beppino sara’ contento, anche se per lui sara’ un periodo difficile, perche’ dovra’ vedere Eluana che se ne va. Ma ha adempiuto in modo eroico alla volonta’ della figlia”.

“I giudici della corte di Cassazione hanno evidentemente deliberato secondo scienza e coscienza, non c’è stata da parte loro alcuna invasione di campo”. E’ quanto ha affermato Maria Antonietta Farina, vedova di Luca Coscioni, esponente radicale e co-presidente dell’associazione che porta il nome del marito.

Anestesisti e Consiglio superiore sanità. Una decisione difficile, ma giusta dopo “un’attesa di venti anni che permette di stabilire che lo stato vegetativo e’ irreversibile”, e’ l’opinione del presidente nazionale dell’Associazione degli anestesisti e rianimatori ospedalieri italiani, Vincenzo Carpino. “Per me e’ eutanasia”. Cosi’ Franco Cuccurullo, presidente del Consiglio superiore di sanita’ (Css), commenta la sentenza della Cassazione.”Non sono favorevole, non condivido - spiega Cuccurullo - E’ una sentenza che non mi piace ma che va rispettata, perche’ la magistratura e’ assolutamente competente per prendere una tale decisione”, riconosce.

Scienza e Vita e Movimento per la Vita. Eluana “condannata a morte”. Questa la valutazione dell’Associazione Scienza e Vita, che chiede: “l’esecuzione sia pubblica con testimoni e video”.

“Nascondersi dietro schermi formali non serve a mascherare la realta’”. Cosi’ Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, sottolineando che si tratta di “una sentenza che ha come presupposto ed effetto quello di discriminare tra vite umana piu’ o meno degne di vivere”.

Il Csm apre pratica a tutela della Cassazione. Il Csm si appresta a intervenire a difesa delle Sezioni Unite della Cassazione, per gli attacchi che da parte politica, soprattutto dallo schieramento della maggioranza stanno arrivando dopo la sentenza sul caso di Eluana. “Stiamo predisponendo una pratica a tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e per la prima volta dell’operato delle Sezioni Unite della Cassazione”, dice il consigliere Mario Fresa, togato del Movimento per la Giustizia.

fonte:  rainews24.rai.it

4 comments 13 Novembre 2008

programma “narconon” per uscire dalla droga - testimonianze

umbertogina
Siamo Umberto e Gina, di 26 e 24 anni. Dieci di questi anni li abbiamo passati nell’inferno della tossicodipendenza. Scriviamo questo pensiero perché ora siamo orgogliosi e fieri di noi stessi per il grande passo che abbiamo fatto riuscendo a uscire definitivamente dalla droga, grazie alle nostre qualità vere e con tutto il nostro potenziale a disposizione. E c’è di più, ora che abbiamo risolto il nostro problema aiutiamo dall’esterno tutti i nostri amici del centro Narconon, ogni volta e in ogni modo possibile, così che sempre più ragazzi possano essere aiutati ad uscire dalla droga.
Gina ed io oggi viviamo uniti, nella lucidità e nella serenità, affrontando al meglio il lavoro, vivendo in armonia con la famiglia e gli amici, nella consapevolezza di poter migliorare ancora. Vogliamo dire grazie per il sostegno fisico e morale, che tutti gli amici del centro ci hanno dato nel corso del programma Narconon: per questa seconda opportunità di vivere.
Non lo dimenticheremo mai.
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MARCO
Oggi che sto scrivendo il successo più bello della mia vita, sono passati quasi due anni da quando ho conosciuto il programma Narconon.
MarcoHo 38 anni e ho fatto uso di qualsiasi tipo di droga per 19 anni e quando sono entrato al centro Narconon di Torre dell’Orso pensavo fosse un altro tentativo, vano e senza possibilità di risultato, di risolvere il mio problema. Durante lo svolgimento del programma ho invece trovato un gruppo di amici che mi ha sorretto nei momenti più difficili e che mi ha insegnato, attraverso corsi di miglioramento personale, ad affrontare la vita di nuovo ed a trovare il coraggio e gli scopi per andare avanti.
Ora porto questo successo dentro di me. Ho vinto la mia battaglia contro la droga e questo lo devo anche ai miei amici della Narconon. Adesso, oltre a condurre la mia vita, sono sempre attivo contro la droga e sostengo il lavoro nei centri Narconon se sempre e dovunque ce ne sia bisogno, perché credo in quello che ho fatto. Devo tutto questo anche a mia madre, che ora non c’è più. Anche lei mi ha aiutato a fare il programma Narconon ed era convinta che ce l’avrei fatta.
Grazie a tutti quelli che lottano quotidianamente contro la droga, ce l’ho fatta.
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AndreaANDREA
Mi chiamo Andrea e attualmente ho trent’anni. Per molti anni ho fatto uso di sostanze stupefacenti, cominciando da adolescente con il classico spinello e continuando poi con droghe più pesanti, per provare nuove sensazioni. A un certo punto però, la mia vita sembrava un vicolo cieco. Non riuscivo più a smettere e, col tempo, avevo perso tutti i miei valori e tutti i miei amici. Quando ormai non credevo più niente, ho avuto la fortuna di conoscere il centro Narconon e con un programma semplice, ma molto efficace, ho trovato quella libertà che un tempo andavo cercando con le droghe. Infatti, in pochi mesi mi sono disintossicato fisicamente, ma soprattutto mentalmente, ritrovando la mia responsabilità e la felicità dimenticata. Da cinque anni non uso più sostanze stupefacenti, sto per sposarmi, ho successo nel lavoro e nella vita.
Tutto questo grazie a un piccolo sforzo da parte mia grazie al Programma Narconon.
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FedericoFEDERICO
Ciao, sono Federico e ho 40 anni. Stavo per dire “ragazzo” di 40 anni, ma mi sono corretto, anche se soffermandomi a riflettere sul termine che spontaneamente stavo scrivendo, sono sicuro che la definizione giovanile non mi sia venuta in mente a caso. Devo considerare che per 18 lunghi anni la mia mente non è esistita proprio, ottenebrata come era da droghe pesanti e medicinali. Si, effettivamente ora mi sento come un venticinquenne, un po’ maturo, che è ritornato a vivere grazie all’aiuto del gruppo Narconon ed al gruppo di amici sinceri che ne fanno parte. Spiegare come mi sento è molto semplice: da quando avevo 14 anni, per me è iniziata una vera e propria guerra. Una guerra con battaglie, amici e nemici morti, sofferenze, familiari, che si disperano e così via.
Con prospettive così negative per la mia vita, che non ero più capace di costruire niente. Solo a distruggere.

Ora mi sento liberato da questo incantesimo, ho scoperto la formula che mi ha permesso di venir fuori come persona normale e capace, a tutti gli effetti. A chi mi chiede cosa facessi “prima”, rispondo che sono un reduce del Viet-Nam e della Corea, lasciandomi capire solo da chi ha fatto la mia stessa esperienza. Sono rinato e mi sono sentito come un adolescente che scopre tutti i piaceri della vita, a cominciare dalle cose più semplici: una bella giornata di sole, la natura viva intorno, la bellezza di un sorriso di mio figlio, l’amore di mia moglie che, nonostante tutto, mi è rimasta vicina, l’affetto dei miei genitori, il piacere dell’onestà, il coraggio delle mie idee, il rispetto degli amici e di tutte le persone che conosco. Il programma Narconon mi ha messo in mano gli strumenti e ha riabilitato le mie capacità di realizzare i miei sogni. Appena uscito dal centro, ho capito che queste mie abilità le dovevo mettere in campo, giorno per giorno, momento per momento, senza abbassare mai la guardia, cercando sempre di essere onesto con gli altri e con me stesso, superando sbagli e difficoltà con le mie forze, Ora, dopo anni, mi ritrovo ad avere una casa, una famiglia, tre figli belli come il sole, un negozio di musica (faccio parte anche di una banda di blues) e tanti amici che mi stimano. Mi diverto e faccio un sacco di cose interessanti, tra cui cercare di combattere, su tutti i fronti, il peggior male dell’umanità: la droga. Posso dire di essere ridiventato una persona normale, con tutti i suoi sogni, pregi, difetti e sentimenti. Tutto quello che un essere deve e può avere, una cosa che ho incontrato per strada, forse a caso. Quando penso a questa cosa, mi sento veramente felice: il gruppo Narconon, un gruppo di amici veri, veramente speciali, un gruppo a cui sento ancora di far parte e di cui farò parte per sempre, dentro di me.
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PIERANGELA
Sono partita per il centro Narconon il 28 dicembre 1989, dietro insistenza di due carissimi amici i quali avevano già fatto il programma e con tanta speranza dei miei genitori. Ricordo perfettamente quel giorno, eravamo tutti nella sala della casa dei miei ed io, davanti a mio padre, dissi che avrei voluto partire dopo l’ultimo dell’anno. Lui mi guardò e rispose, “Adesso pensa a prenderti cura di te e a tornare quella che eri. Poi, vedrai che tutti i giorni saranno la fine dell’anno”. Parole più vere non le hai mai sentite. Partii, feci tutto il programma, trovai dei veri amici e imparai la tecnologia del programma, così che, dopo averlo completato, mi fermai ad aiutare ad aiutare i ragazzi per circa due anni. Mi sentivo realmente la persona felice e solare che ero stata sino all’età di 18 anni. Ricominciavo a vivere…
Adesso, sono passati 8 anni, ho un marito al quale voglio bene e lui a me. Abbiamo due bambini stupendi, una bella casa ed un lavoro; tutte cose che hanno le persone che vivono serenamente, con la consapevolezza che la vita è una grande cosa e che se vissuta onestamente e costruendo giorno per giorno il proprio futuro, si possono realmente fare molte cose, tutte belle e piene di gioia.
Il problema droghe adesso è molto lontano da me. Se mi fermo un’attimo, vedo che è stata una cosa molto grossa e distruttiva. E’ per questo che adesso, assieme a mio marito, sono sempre disposta ad aiutare chi, purtroppo, sta vivendo ora il problema. Questo perché ho la certezza che il programma Narconon ti fa rivivere.
Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato.

fonte:  tossicodipendenza.org

4 comments 13 Novembre 2008

il “freebase”

Il freebase viene preparato partendo dalla cocaina aggiungendo dell’ammoniaca. Si tratta di una versione “europea” del crack, il freebase viene fumato e possiede degli effetti devastanti sull’organismo (è facile fare una overdose e morire d’arresto cardiaco), agisce rapidamente.

Se il crack è molto pericoloso, il freebase lo è ancora di più , la sua preparazione può già rivelarsi mortale (possibilità di combustioni spontanee).

Durante la preparazione viene anche usato etere etilico che è estremamente infiammabile, in presenza d’aria può formare dei perossidi che esplodono spontaneamente. La preparazione può quindi avverarsi già mortale, o provocare delle gravi ustioni. I suoi effetti e i suoi rischi di preparazione ne fanno una droga relativamente poco utilizzata e generalmente le viene preferito il crack (cocaina + bicarbonato di sodio), forse altrettanto distruttivo ma sicuramente meno rischioso a livello di preparazione.

6 comments 12 Novembre 2008

ecstasy e perdita della memoria

L’ecstasy, una sostanza appartenente alla categoria delle amfetamine, è una delle sostanze più utilizzate nel Regno Unito. La MetilenDiossiMetaAnfetamina (MDMA), il principio attivo dell’ecstasy, agisce sulla serotonina, un neurotrasmettitore che svolge un ruolo importante nella regolazione del sonno, dell’appetito e nell’elaborazione dei pensieri. L’assunzione costante di ecstasy, infatti, provocherebbe problemi di memoria e difficoltà di apprendimento di serie logiche di fatti.
Uno studio condotto dal professor Mark Blagrove dell’Università di Swansea – Regno Unito – e in pubblicazione sulla rivista Neuropsychobiology, ha valutato l’effetto dell’ecstasy sulle capacità di apprendimento e di memorizzazione sottoponendo diversi gruppi di persone (consumatori di ecstasy e non utilizzatori) a semplici prove. Il primo test richiedeva ai partecipanti di ricordare i dettagli di un breve articolo di cronaca. I consumatori di ecstasy, che avevano utilizzato la sostanza 2-3 giorni prima, presentavano maggiori difficoltà e riuscivano a ricordare solo l’83% dei particolari, rispetto al gruppo di controllo. Lo studio ha esaminato inoltre gli effetti di questa sostanza sulle capacità di apprendimento, proponendo agli esaminati di imparare dei semplici esercizi, verificando come i consumatori di ecstasy non presentavano difficoltà ad acquisire nuove abilità motorie. I consumatori di ecstasy incontrerebbero quindi più difficoltà a ricordare una serie di fatti o di dati, attività normalmente richieste in qualsiasi lavoro.

fonte:  dronet.org

4 comments 11 Novembre 2008

droghe “leggere”???

4 comments 10 Novembre 2008

la cocaina e la mente

Possiamo dire che la mente è composta da ciò che chiameremo “rappresentazioni tramite immagini mentali”. Diamo un’occhiata alla mente: per prima cosa chiudi gli occhi e pensa ad un gatto per pochi secondi. Hai avuto l’immagine di un gatto? Era un gatto che avevi già visto? Non ha importanza se l’immagine era nitida o solo un’impressione vaga. Chi più chi meno lo possiamo fare tutti. In questo consiste la mente: immagini della propria esperienza.
Tu sei in grado di richiamare immagini del passato per trarre conclusioni su ciò che si sta osservando ora. La mente non è nient’altro che una registrazione consecutiva di immagini mentali che si accumulano durante la vita della persona: Quasi come un film. Con la differenza che, oltre a registrare le immagini, la mente è in grado di registrare simultaneamente oltre 50 percezioni (le più conosciute sono tatto, olfatto, udito, vista e gusto).

La cocaina ostacola l’apprendimento. Rende la persona stupida, assente, smemorata, illusoria e irresponsabile. Nelle scuole, si è osservato che chi fa uso di cocaina è molto più lento nell’apprendimento degli altri studenti, come se finisse in una specie di torpore, diventando insensibile e incapace.

Esiste inoltre la cosiddetta “personalità da cocaina ”. E’ un carattere artificiale, creato dalla cocaina.
La cocaina può cambiare effettivamente le abitudini di una persona e il suo carattere originale, inducendola a provare una segreta ostilità ed un antagonismo represso nei confronti della altre persone.

Questo significa che la cocaina riduce le abilità della persona. La rende incapace di vivere bene e triste, impedendole di raggiungere le proprie mete nella vita.
C’è molta propaganda in giro riguardo alla cocaina e a come questa renderebbe le persone più creative. Bugie. La creatività, la consapevolezza e l’intelligenza sono il frutto di una mente sana, non quello di una mente intossicata dalla cocaina.

fonte:  cocaina2.it

5 comments 8 Novembre 2008

la ketamina

COS’È

Anestetico generale utilizzato sia in medicina che in veterinaria.
Scientificamente è definito ANESTETICO DISSOCIATIVO, data la capacità di questa sostanza di separare la mente dal corpo provocando in alcuni casi allucinazioni, visioni mistiche, sensazione di entrare in un’«altra realtà».
Questa sostanza è presente sul mercato illegale sotto forma liquida, in fiale comunemente dette «spruzzi»: con un procedimento di riscaldamento viene trasformata in polvere per poi essere solitamente sniffata, oppure fumata, anche se c’è chi prova a iniettarsela direttamente in muscolo.

EFFETTI RICERCATI

Solitamente chi si avvicina a questo tipo di sostanza lo fa principalmente per due motivi.

Per un’esperienza psichedelica
L’uso di ketamina a dosi elevate porta a un’esperienza psichedelica molto forte. La più tipica è definita da alcuni addirittura «vicino alla morte»; si può arrivare ad avvertire, cioè, un’intensa sensazione di essere realmente morti e, dopo un distacco della mente dal corpo, sembra di fluttuare nell’ambiente circostante per poi tornare alla vita e alla LUCE attraverso un tunnel. Tutto ciò dura circa un’ora.

Per fermare una macchina troppo veloce
In questo caso la ketamina funge da anestetico. A dosi moderate, infatti, viene utilizzata per contrastare altre droghe più veloci prese nel corso di una serata: speed, anfetamina, coca… L’obiettivo è quello di evitare, quando è ora di tornare a casa, di «incotolettarsi» ovvero di passare ciò che rimane della notte a rivoltarsi nel letto.

RISCHI

Essendo una sostanza con un forte potenziale psichedelico, il rischio principale è quello di non riuscire a tornare più con i piedi per terra, creando in questo modo un distacco sempre più forte dalla realtà.
Superare un dosaggio minimo rischia di essere terribilmente pericoloso. Anche qui vale la pena ricordare che è sconsigliabile assumere in modo superficiale e poco prudente sostanze che modificano la mente. Quello che rischiereste, infatti, è un bene prezioso: la vostra intelligenza e la vostra visione del mondo.
Per personalità particolarmente fragili è ancora più reale il rischio di vere e proprie psicosi, legate al viaggio e ai fantasmi che a volte si incontrano. Inoltre, un uso continuato della ketamina porta anche ad alcuni disturbi fisici, come difficoltà nella digestione e nell’urinare, oltre che a problemi di memoria.
È estremamente pericoloso usare ketamina contemporaneamente ad altre sostanze (alcol, barbiturici, eroina): si rischia un collasso cardiorespiratorio.
Spesso durante e dopo l’utilizzo vi è un forte senso di nausea, alcuni consigliano di non mangiare per alcune ore prima e dopo l’assunzione.
Dal momento che questa sostanza provoca la perdita di CONTROLLO del corpo è assolutamente sconsigliato mettersi alla guida di qualsiasi mezzo di locomozione (auto o moto che sia) e avventurarsi in tutto ciò che necessita una minima capacità di coordinazione dei movimenti (nuotare, correre in luoghi pericolosi, arrampicarsi o sporgersi…).

fonte:  drugs.mi.it

4 comments 7 Novembre 2008

un italiano su 3 si è drogato almeno una volta

Il 30,3% degli italiani tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso di droghe illegali nel corso della vita e la cannabis è la droga più diffusa: nell’ultimo anno ne ha fatto uso l’11,2% della popolazione. Sono alcuni dei dati dell’ultimo rapporto pubblicato oggi dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze.

I dati generali del consumo di droghe in italia mostrano un aumento tra il 2001 e il 2005 (ultimo anno di rilevazione) del consumo di cannabis soprattutto tra le donne tra i 24 e i 35 anni e i maschi tra i 35 e i 44 anni. Fra il 2003 e il 2005 è aumentato anche il consumo di cocaina.

Secondo il rapporto, il 29,3% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita, il 6,6 ha assunto cocaina e il 2,5 ecstasy.

Cresce il consumo
I dati disponibili dimostrano che tra il 1996 e il 2000 il numero dei consumatori di droghe intravena e i consumatori abituali di oppiacei, cocaina e anfetamine è aumentato costantemente per poi ridursi nel 2001. Una tendenza che tuttavia, secondo i dati dell’ultimo anno disponibile, si è di nuovo invertita, facendo segnare nel 2006 un notevole incremento rispetto ai dati del 2001. Nel 2006, sono state circa 328.950 le persone eleggibili per il trattamento, una media di 8,45 ogni mille abitanti tra i 15 e i 64 anni. Nel 2001 il dato era di 233.075 persone, 5,98 ogni mille abitanti.

Assistiti
Le domande di trattamento registrate nel 2006 in 514 dei 544 centri presenti sul territorio nazionale sono state 47.823, di cui 34.836 riguardano pazienti che presentano per la prima volta la richiesta. Nel 56,7% delle domande di trattamento, la droga consumata sono gli oppiacei, seguiti dalla cocaina (24,8%) e dalla cannabis (15,7%). Le persone sotto trattamento con metadone nel 2006 sono state 97.434.

Meno malati
Negli ultimi anni si è progressivamente ridotta in italia la percentuale dei consumatori di droghe sieropositivi. Nel 2006 è risultato positivo all’Hiv il 12,1% delle persone che si sono sottoposte al test volontario offerto nei centri di trattamento e nelle carceri; nel 2005 era il 13,8%, il 14,2 nel 2003 e il 14,8 nel 2002. Nel 2006 sono stati 517 i decessi direttamente legati al consumo di droghe. Nel 2005 erano stati 603 e 441 nel 2004.

Il mercato della droga
Il rapporto dell’Osservatorio europeo, riprendendo i dati del ministero dell’Interno, sottolinea come il mercato della droga italiano sia stato alimentato dalla cocaina proveniente dalla Colombia, dall’eroina proveniente dall’Afghanistan, dall’hashish prodotto in Marocco, dalla marijuana proveniente dall’Albania e dalle droghe sintetiche importate dall’Olanda. Nel 2006 per numero di sequestri la prima droga è stata l’ecstasy (il 51% del totale) seguita dalla cannabis (il 46%).

Prezzi in discesa
Fra il 2001 e il 2006 il mercato ha registrato un sostanziale calo dei prezzi per l’eroina e la cocaina. Il prezzo di un grammo di eroina nera e bianca è sceso rispettivamente di 16 e 6 euro tra il 2001 e il 2006. Nello stesso periodo il costo di un grammo di cocaina è sceso di 16 euro.

fonte:  rainews24.rai.it

2 comments 6 Novembre 2008

una somma di ingiustizie dalla giustizia

Il pianeta dei resoconti filmografici, delle sintesi romanzate, a detta di tutti è una realtà drammatica, indescrivibile per disumanità e somma di ingiustizie della giustizia.

Il carcere è diventato un lazzaretto disidratato, dove è sempre più difficile impegnare la morale, l’etica, l’onestà dei valori auspicati, mentre è sempre più facile sparare sulla croce rossa di un indulto concesso senza alcuna preparazione né formazione, tanto meno coperture finanziarie adeguate, peggio, rese inadeguate dall’immobilismo burocratico.

Un contenitore di numeri inqualificabili, di uomini invisibili a cui non è consentito per “legge non scritta”, di essere tali nella propria dignità.

E’ di questi giorni l’amara constatazione da parte di autorevoli operatori penitenziari : siamo costretti a pensare unicamente al posto letto “chiuso” in una cella, cioè a sistemare su un materasso maleodorante, posizionato per terra, o su un letto a castello alto tre metri, più persone.

Un posto letto chiuso in una cella, dove tutto può essere condiviso, persino il nulla, il vuoto, la follia di una inaccettabilità, in una discarica disposta a macerare diritti e doveri acquisiti, ma cancellati dalla memoria giuridica e sociale di un intero paese, sempre più influenzato dall’ideologia fai da te.

In questa punteggiatura dell’esclusione appare sempre più ostico ribadire l’urgenza di formare persone e idee per umanizzare il penitenziario, per umanizzare la pena, per umanizzare una giustizia detenuta anch’essa, e quindi mal interpretata di conseguenza.

Conduttori di aree pedagogiche e della sicurezza, “ obbligati a pensare soltanto al posto letto”, di fronte a questo sfinimento di intenzioni e volontà c’è il rischio di perdere contatto con la realtà che circonda e umilia le persone che sopravvivono nei perimetri della vergogna, i quali rimangono illusoriamente simboli della corretta punizione, della auspicabile rieducazione, della speranza a recuperare alla collettività uomini migliori.

Eppure dentro quei posti letto chiusi in una cella, non c’è più traccia di grida e sussulti di indignazione per i troppi ragazzi che decidono di togliersi la vita, di risocializzarsi in un’altra “occasione”, non si odono esternazioni aspre né si contraggono scomposti i rimorsi per questo silenzio colpevole.

Anzi si parla di laboratori teatrali, ergoterapici, formativi, di impegno a tutto tondo per creare benefiche intrusioni catartiche, terapeutiche, ma forse con più onestà intellettuale bisognerebbe parlare di intrattenimento veloce, in molti casi di perditempo studiato a tavolino.

Carcere duro, carcere flessibile, carcere che ancora non c’è, se non quello del contenitore dove ognuno reclama qualcosa ma nessuno espropria l’utopia che contamina e corrode il fare competente di tanti operatori.

Forse non è importante spendere parole che richiamano alla responsabilità, forse è sufficiente comprendere che “il carico di castigo della pena si stempera nel momento in cui si riconosce il primario interesse della collettività a rispettare la dignità della persona reclusa, assicurandole condizioni di vita improntate a criteri di umanità”.

E checchè se ne dica, ciò non può esser interpretato come una mera concessione.


Vincenzo Andraous

Add comment 6 Novembre 2008

“in Obama we trust”

4 comments 5 Novembre 2008

testimonianza di Met79

Un giorno ero nel campo da calcio della comunità con Eugenio e gli dissi: “Se io dovessi mai abbandonare passerei dal retro perché non riuscirei dalla porta principale”. Proprio un bel discorso da codardi; se infatti c’è un valido motivo per cui vale la pena di andare via lo si può fare sotto gli occhi di tutti, senza lasciarsi condizionare. Non è andata così e ho dovuto impegnarmi molto per liberare la mente e concentrarmi solo sull’obiettivo dell’abbandono.

Mentre spazzavo il marciapiede (da solo) pensavo a come sarebbe stato bello andare a ballare ancora una volta, poter provare ancora quelle sensazioni che solo l’exstasy e la musica possono darti.

Tenevo immobile la medaglia della mia vita guardando la sua travolgente luce e, da solo, impedivo in ogni modo che qualcuno, anche involontariamente, la girasse per scoprirne l’altra faccia consumata e sporca.

Così cercai di evitare gli sguardi e le parole di tutti finché il mio pensiero diventò grande, unico e semplicissimo. Nessuno doveva far crollare il mio pensiero, questa immensa costruzione sorretta però da uno stuzzicadenti. Sarebbe bastato un solo sguardo o un po’ di calore per incendiare il bastoncino e sgretolare il tutto. Dovetti isolarmi nel modo più assoluto.

Scavalcata le rete della comunità rimasi immobilizzato per qualche istante e una forte sensazione di vuoto mi pervase la mente e il corpo. Ora ero saltato con forza sulla costruzione e l’avevo fatta traballare; prima che crollasse avevo due possibilità: o saltarne giù e tornare in comunità oppure rinforzare il mio pensiero il mio castello di carta. Nel giro di pochi secondi presi la mia decisione, mi bastò pensare “pensa solo a stasera e “non aver paura” e tutto tornò in equilibrio.

Cominciai a correre (ero in fuga!) finché arrivai in città.

La prima cosa che poteva servirmi, facile da procurare , era l’alcool.

Esattamente come una volta entrai in un supermarket e rubai con facilità. Per l’intera giornata feci tutte le stesse cose che facevo prima come se il tempo passato in programma fosse stato il sogno di una notte. Alle 11.00 di sera ero davanti alla discoteca ubriaco e un po’ fumato, soldi in tasca e con una tessera a mio nome che mi permetteva di entrare gratuitamente nel locale fino a settembre. Ero un po’ dispiaciuto e disgustato per le cose che avevo fatto, ma anche molto esaltato e fiero di me per aver raggiunto l’obiettivo.

Entrai, tutto era conosciuto, la musica a tutto volume, le persone che ballano ammassate, il pavimento madido di sudore, la luce che lampeggiava nel buio e quell’odore, quel sapore unico di sballo. Presi subito due pastiglie e poco dopo i brividi mi passarono su tutto il corpo e mi fecero rizzare i capelli. La musica non entrava solo dalle orecchie, ma da tutti i pori dalla pelle e muoveva il mio corpo come il mare muove un onda.

Mi chiedo che cos’è la discoteca? Semplice, è tutto ciò che non è SOCIETÀ; ma per una persona umana che vive nella società e che ne ha bisogno indispensabile, non può sopravvivere nel pur immenso e variegato mondo della discoteca.

Dopo aver ballato un intera nottata tornai in me, e sbolliti un po’ gli ardori fui assalito da pensieri che mi arrivavano come ventate e che soffiavano via i bastoncini e l’intero castello di carta che mi ero costruito il giorno prima.

La costruzione si disintegrò. Rimase una distesa di rottami fisici e mentali impossibile da raggruppare.

Era domenica mattina, ero solo in una città senza rifugi, con la testa tempestata dal pensiero dei miei amici che avevo lasciato e tradito: Checco e i suoi scherzi, i momenti belli e brutti in comunità che per 24 ore avevo cancellato… Riccarda mi tornò alla mente come un ricordo lontanissimo ma fresco e troppo, troppo nostalgico, Francesca con la sua risata, Gina, le voci, Daniele …… OOOOOH BASTA FA TROPPO MALE.

Dovevo tornare indietro, e un pianto incontenibile mi prendeva e un nodo mi stringeva alla gola.
Tornai, disperato e troppo vergognoso. Ora non posso far altro che riconoscere l’errore che ho fatto, riconoscere che il mio cammino è tornato indietro e riprovarci.

Ora sono qui tra gli scherzi di Checco, Riccarda è vicino a me fresca e profumata, attraverso ancora momenti belli o brutti e i miei sogni si stanno realizzando, stavolta senza droga.

fonte:  drogaonline.it

4 comments 4 Novembre 2008

disturbi d’ansia e uso di marijuana

L’uso di marijuana può causare numerosi disturbi di origine ansiosa, anche se la natura di tale relazione non è ancora chiara. L’individuazione di queste persone a rischio rappresenta un importante obiettivo della ricerca, poiché numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato una relazione tra ansia, uso di marijuana e patologie droga correlate.
Uno studio coordinato da Julia Buckner del Dipartimento di Psicologia dell’Università della Luisiana, si è proposto di chiarire se i disturbi d’ansia siano correlati ad una maggiore frequenza d’uso di marijuana, in base anche alle aspettative (riduzione della tensione oppure paura degli effetti dannosi) proiettate sulla sostanza stessa. Il campione composto di studenti universitari con un’età media di 18,8 anni, è stato distinto in tre gruppi di consumatori (non utilizzatori, utilizzatori occasionali ed abituali).
I risultati dell’indagine, pubblicati sul numero di ottobre di Additive Behaviors, evidenziano che i disturbi d’ansia sono associati ad una maggiore vulnerabilità all’uso di marijuana. Infatti è stata riscontrata una maggiore frequenza d’uso tra gli studenti più ansiosi, sebbene preoccupati per i possibili effetti dannosi della sostanza, probabilmente per alleviare lo stato ansiogeno. Inoltre, aspettative negative sugli effetti della marijuana potrebbero giocare un ruolo importante nella comparsa simultanea di disturbi d’ansia e patologie droga correlate. I consumatori abituali infatti risultano più vulnerabili, evidenziando una correlazione positiva tra aspettative negative e patologie correlate.

fonte:  dronet.org

5 comments 3 Novembre 2008

la comunità di San Patrignano

Add comment 2 Novembre 2008

testimonianza di Maruska…

1 comment 2 Novembre 2008

lo stato della ricerca sulle droghe negli Stati membri europei

La ricerca sulle droghe è fondamentale per monitorare ed avere una maggiore consapevolezza della situazione attuale, dei trend emergenti e delle nuove modalità di consumo delle sostanze stupefacenti a livello europeo.La politica europea in materia di stupefacenti si basa sempre più sui risultati raggiunti dalla ricerca, che svolge un ruolo importante nella definizione di priorità, di “best practice” e di strategie politiche. Tuttavia, è difficile fornire un quadro della ricerca sulle droghe in Europa. Il consumo di stupefacenti, infatti, è trasversale ad ampi strati della società e, per tale ragione, la ricerca abbraccia diverse discipline quali: salute pubblica, psichiatria e psicologia, sociologia, medicina, diritto, criminologia, scienza ed economia politica.
Sulla base di queste considerazioni, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) dedicando il secondo numero di Selected Issues alla ” Ricerca nazionale sulle droghe in Europa”, si concentra sul ruolo svolto dalla ricerca nei paesi europei, sugli accordi di finanziamento e coordinamento, sulle strutture di ricerca e di divulgazione nonché sui progetti in corso di realizzazione pertinenti le sostanze stupefacenti.
L’indagine evidenzia come la ricerca sia stata inserita tra gli orientamenti politici ufficiali di molti paesi europei, rivestendo ormai una precisa priorità a livello nazionale. Tra i principali soggetti dediti alla ricerca sulle droghe figurano università, istituti di sanità pubblica, centri di ricerca specializzati, ONG e l’industria farmaceutica. Tuttavia la mancanza di un coordinamento efficace tra ricercatori, centri e aree di ricerca rappresenta il principale problema strutturale nella maggior parte dei paesi. I governi sono la principale fonte di finanziamento della ricerca sulle droghe, anche se risulta molto difficile quantificare e descrivere la spesa complessiva. Solo sei Stati membri (Repubblica ceca, Irlanda, Spagna, Francia, Ungheria, Portogallo), dotati di meccanismi di coordinamento nazionale centralizzati, sono stati in grado di fornire informazioni dettagliate sull’assegnazione di fondi alla ricerca in materia di stupefacenti.
Nel complesso rispetto al 1996, quando è stato svolto il precedente studio esplorativo sulla ricerca in materia di stupefacenti, la ricerca europea ha registrato miglioramenti considerevoli, soprattutto nell’ambito delle indagini di prevalenza, di incidenza e modelli di consumo, di valutazione degli interventi (prevalentemente politiche e strategie sulle droghe e sul trattamento e la prevenzione della tossicodipendenza) e degli aspetti economici.

fonte:  dronet.org

2 comments 1 Novembre 2008

dal film “Trainspotting”…

è ora di riproporlo…

3 comments 31 Ottobre 2008

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