Archivio per la categoria ‘informazione’

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La droga causa disturbi sessuali nei maschi

28 Settembre 2009

Uno studio condotto in Veneto su oltre 2000 diciottenni maschi, ha messo in relazione l’uso di droghe con l’aumento del rischio di insorgenza di disturbi sessuali tra i giovani.
Nell’ambito di una ricerca guidata dal Professor Carlo Foresta, e realizzata presso il Centro di Crioconservazione dei gameti maschili dell’Azienda Ospedaliera di Padova, in collaborazione con la Provincia di Padova, sono emersi dati significativi circa gli effetti dell’uso di sostanze sull’attività sessuale dei giovani.
Nell’arco di quattro anni, sono stati intervistati attraverso la somministrazione di questionari anonimi, 2100 soggetti maschi delle scuole superiori di Padova e provincia. I giovani sono stati sottoposti anche a visita medica allo scopo di mettere in relazione il loro uso di droghe con la propria attività sessuale. Al contrario di quanto molti consumatori pensano circa l’aumento delle proprie prestazioni sessuali successive all’uso di sostanze, ben il 10% dei partecipanti all’indagine lamentava diversi disturbi di natura sessuale. Lo studio ha evidenziato dati allarmanti soprattutto in relazione all’uso di eroina, ecstasy e popper. Nello specifico, nei consumatori di eroina, è stato riscontrato un aumento di 23 volte del rischio di incorrere in disturbi della sessualità. Tale rischio è aumentato di 30 volte nel caso di consumo di ecstasy. In seguito ad uso di popper almeno una volta alla settimana, invece, è stato riscontrato addirittura un aumento di 122 volte del rischio di avere un orgasmo doloroso e di 25 volte quello di avere un orgasmo ritardato rispetto ai non consumatori.

fonte:  dronet.org

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Prudenza…

28 Agosto 2009

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Generazione baby boomers: preoccupa il crescente uso di droghe

24 Agosto 2009

Un fenomeno allarmante emerge da un recente studio condotto negli Stati Uniti: la generazione dei cosiddetti baby boomers (persone nate tra il 1946 e il 1964) continua ad utilizzare droghe nonostante l’età, aumentando la percentuale dei consumatori tra i cinquantenni. {more} L’indagine condotta dal SAMHSA evidenzia che l’uso di droghe tra adulti di 50-59 anni è quasi raddoppiato, passando dal 5,1% del 2002 al 9,4% del 2007, mentre le prevalenze d’uso nelle altre fasce d’età sono rimaste invariate.
L’indagine condotta tra il 2002-2007 ha esaminato dati relativi a circa 68.000 persone nate tra il 1943 e il 1962, o di età compresa tra i 50-59 anni, analizzandone le caratteristiche socio-anagrafiche, i fattori comportamentali associati al consumo di sostanze, il tipo di droghe utilizzate.
Il profilo del consumatore abituale, emerso dallo studio, ha le seguenti caratteristiche: maschio, celibe, uso precoce di sostanze, residente nelle regioni occidentali, basso livello di scolarizzazione e di reddito, disoccupato, consumatore di alcol e tabacco, con episodi depressivi nell’ultimo anno.
I risultati evidenziano un aumento dell’uso di droghe tra il 2002 e il 2007, in particolare tra i cinquantenni; quasi il 90% dei consumatori abituali ha iniziato ad utilizzare droghe prima dei 30 anni, e molti hanno proseguito l’uso negli anni. Il primo uso dopo i 50 anni, invece, rappresenta un evento piuttosto raro (meno del 3%). La sostanza maggiormente utilizzata risulta la cannabis (5,7%), seguita dall’uso di farmaci per scopi non terapeutici (4%).

fonte: dronte.org

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Codice della strada: nuove modifiche

13 Agosto 2009

A partire dall’8 agosto 2009 cambiano le sanzioni previste per guida in stato di ebbrezza da alcol o droghe o supera i limiti di velocità, in virtù delle modifiche al codice della strada introdotte dalla legge 15 luglio 2009 n. 94 (articolo 3 comma 55) recante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”.
Tutte le sanzioni per violazioni al codice della strada commesse in orario notturno (dalle 22.00 alle 7.00) sono state inasprite, in particolare, l’incremento è previsto per guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe. Un aspetto molto importante che evidenzia il continuo impegno in termini di prevenzione degli incidenti stradali causati da alcol e droghe. Infatti, grazie all’aumento di un terzo delle ammende previste in questi casi, aumentano le risorse destinate al Fondo per l’incidentalità notturna, che potranno essere utilizzate per l’acquisto di mezzi, materiali, attrezzature e per campagne di sensibilizzazione.
Le nuove disposizioni introducono sanzioni raddoppiate rispetto a quelle già previste, nel caso in cui un conducente in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti e psicotrope provochi un incidente stradale. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. È previsto inoltre l’arresto da tre mesi a un anno e la sospensione della patente da sei mesi a un anno per chi guida sotto l’effetto di droghe. Infine, le persone condannate per spaccio oppure segnalati al Prefetto per uso personale di sostanze stupefacenti, non potranno conseguire la patente o altri titoli abilitativi per tre anni.

fonte: dronet.org

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Unione Europea: necessità di risposte rapide ed innovative al fenomeno mutevole della droga

23 Maggio 2009

Il convegno organizzato dall’agenzia europea per le droghe a Lisbona, in occasione del quindicesimo anno di attività dell’Osservatorio Europeo sulle Droghe e sulle Tossicodipendenze, ha trattato la necessità di “Identificare i bisogni informativi europei per politiche efficaci in materia di sostanze stupefacenti”.
Gli esperti hanno discusso le implicazioni a livello politico e sanitario derivanti dalle nuove sostanze stupefacenti (ne sono state individuate più di 90 a partire dal 1997) segnalate dall’OEDT e dall’Europol attraverso il sistema europeo di allerta sulle droghe, dedicando particolare attenzione alla “spice”, una miscela di piante ed erbe individuata recentemente e posta sotto controllo.
L’utilizzo di internet diventa una risorsa non solo per lo scambio di informazioni nell’ambito della salute pubblica, ma anche nell’ambito dei percorsi di trattamento e cura specifici per i giovani. Questo approccio innovativo tramite internet ha l’obiettivo, infatti, di contattare precocemente i giovani utilizzatori di droga, che potrebbero sentirsi a disagio presso i tradizionali servizi per le tossicodipendenze e di conseguenza potrebbero rimandare la richiesta di aiuto, e di raggiungere i giovani con problemi di droga che vivono in aree rurali.
Nuove scoperte scientifiche nel campo della biomedicina e della ricerca genetica permettono di capire i meccanismi alla base dell’uso di droga e della tossicodipendenza, portando allo sviluppo di nuovi approcci nel trattamento delle dipendenze.
Il direttore dell’OEDT Wolfgang Götz, a conclusione dei lavori ha commentato: ”L’Europa è un formidabile laboratorio di idee ed esperienze, una straordinaria miniera di persone e talenti. Questo convegno ci ha permesso di individuare i progressi fatti, ma anche le sfide che si profilano davanti a noi, rappresentando una pietra miliare nei processi di controllo e contrasto in materia di droga”.

fonte: dronet.org

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Relazione annuale antidroga 2008

18 Maggio 2009

Diminuisce nel 2008 il numero di decessi per uso di droga (502) rispetto all’anno precedente (606), con un calo pari al -17,2%: il numero maggiore si è registrato nelle province di Roma (69) Napoli (37) e Perugia (24) che, da sole, assorbono circa il 26% del totale dei decessi a livello nazionale.
È quanto emerge dalla Relazione annuale antidroga 2008 presentata dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero degli Interni. La relazione si articola in cinque parti: la descrizione del mercato della droga e degli andamenti a livello mondiale, le rotte dei transiti e i metodi di occultamento delle sostanze stupefacenti, i risultati conseguiti dalle Forze di Polizia nell’attività di contrasto al traffico illecito degli stupefacenti.
Nel corso del 2008 le forze dell’ordine sono riuscite a requisire in Italia una quantità di sostanze stupefacenti pari a 42.196 kg tra cocaina, eroina, hashish, marijuana e altre droghe. Lombardia (12.283 kg), Lazio (6.559 kg) e Sicilia (4.857 kg) sono le tre regioni che, assieme, incidono su oltre la metà (56,2%) dei sequestri complessivi a livello nazionale. Rispetto al 2007, l’incremento maggiore dei sequestri si è verificato in Lazio (+239,34%), Piemonte (+177,45%), Sardegna (+146,28%), Veneto (+135,30%) e Basilicata (+130,66%).
Un dato allarmante riguarda, infine, il numero dei minori coinvolti nel traffico di droga, in crescita nel 2008 del +8,3% rispetto all’anno precedente. I minorenni coinvolti nello spaccio di droga e segnalati all’autorità giudiziaria (1.124) rappresentano il 2,2% del totale dei segnalati e circa il 18% è di nazionalità straniera; in maggioranza si concentrano al nord (46%), segue il sud e isole (30%) e il centro Italia (23%).

fonte:  dronet.org

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Adolescenti e uso di marijuana per l’auto-medicazione

12 Maggio 2009

Un nuovo trend d’uso di marijuana non per scopi ricreazionali, bensì con l’intento di alleviare disturbi fisici e psichici di varia natura, si sta diffondendo in alcune fasce della popolazione giovanile. Un’indagine condotta presso la University of British Columbia in Canada e pubblicata su Substance Abuse Treatment, Prevention, and Policy, descrive le ragioni che spingono alcuni adolescenti ad utilizzare marijuana per scopi terapeutici e le loro convinzioni rispetto ai benefici e ai rischi derivanti dall’uso di questa sostanza.
L’indagine ha coinvolto giovani consumatori abituali di marijuana, di età compresa tra i 13 – 18 anni e che utilizzano marijuana per alleviare disturbi d’ansia, del sonno, depressione, situazioni di stress e dolore fisico. I giovani intervistati prendono le distanze dai coetanei che utilizzano marijuana per scopi ricreazionali, ed enfatizzano il fatto di non essere stati in grado di trovare altre soluzioni ai propri problemi di salute. La maggior parte non si dimostra preoccupata per i rischi associati all’uso di marijuana, sostenendo che il loro uso di marijuana non è “eccessivo” e che il loro utilizzo rientra nella “normalità”.
Questa sostanza viene considerata come l’unica valida alternativa dagli adolescenti che hanno problemi di salute e che non sono riusciti ad ottenere risultati soddisfacenti con i trattamenti terapeutici, o che non hanno un adeguato accesso al sistema sanitario. Tuttavia questi stessi giovani risultano poco informati sui rischi per la salute connessi all’uso, ai rischi di incorrere in sanzioni legali e sull’uso terapeutico dei cannabinoidi.

fonte: dronet.org

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Tabacco e cancro, scoperti nuovi fattori predittivi

24 Aprile 2009

I livelli delle nitrosamine NNK e NNAL, derivate dalla combustione della nicotina nel tabacco e presenti nelle urine di un fumatore, indicherebbero il rischio di sviluppare un cancro ai polmoni a cui è esposta tale persona. I risultati dell’indagine, coordinata da Jian Yuan dell’Università del Minnesota di Minneapolis, sono stati presentati in occasione del convegno dell’American Association for Cancer Research a Denver appena conclusosi.
Lo studio ha esaminato l’associazione tra la presenza del metabolita NNAL e il rischio di sviluppare il cancro al polmone tra i fumatori appartenenti a due ampi studi di coorte, analizzando i dati riferiti a una popolazione di oltre 81.000 uomini e donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni. I ricercatori hanno intervistato i partecipanti sullo stile di vita, la quantità di sigarette fumate, le abitudini alimentari, e sono riusciti a raccogliere oltre 50mila campioni biologici di sangue ed urina.
Sono stati monitorati tutti i casi di cancro al polmone e di decesso, e per identificare i rischi di sviluppo della malattia è stato condotto uno studio caso-controllo su 246 casi di neoplasia del polmone e 245 fumatori. I risultati emersi rivelano che i fumatori con livelli di NNAL e di cotinina più alti sono esposti ad un rischio 8,5 volte maggiore di sviluppare il cancro al polmone rispetto ai fumatori con metaboliti più bassi. Questi marcatori biologici non invasivi, hanno concluso i ricercatori, possono servire come punto di partenza per sviluppare un modello predittivo individuale di rischio di cancro al polmone nei fumatori.

fonte: dronet.org

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Nanotecnologie per la cura della dipendenza da droghe

2 Aprile 2009

Un nuovo trattamento basato sulle nanotecnologie potrebbe risultare efficace per la cura della dipendenza da droghe, secondo i recenti risultati di una ricerca condotta presso il Dipartimento dello Institute for Lasers, Photonics and Biophotonics dell’Università di Buffalo, New York.
I ricercatori sono riusciti a sviluppare una nanoparticella stabile in grado di silenziare o rendere inattivo il DARP-32, un gene che riveste un ruolo critico nella dipendenza da droghe, rivela la ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences. La proteina DARP-32 infatti svolge un ruolo importante per lo sviluppo di comportamenti additivi, poiché innesca una cascata di segnali coinvolti nella dipendenza da droghe.
La produzione di questa proteina può essere fermata grazie a siRNA (RNA interferente breve), una molecola in grado di inibire l’espressione di singoli geni, prevenendo quindi la dipendenza da droghe. “Rendendo silente questo gene, il craving causato dalla dipendenza verrebbe ridotto” ha commentato la dottoressa Boniou, che ha preso parte alla ricerca, ma questo approccio potrebbe essere impiegato anche nella cura di un’ampia tipologia di disturbi psichiatrici e neurologici.

fonte:  dronet.org

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Meloni: “Contro la droga occorre avviare una riforma dei servizi mettendo al bando le ideologie”

26 Marzo 2009

Una delle prime cose da fare, per migliorare l’approccio al problema delle tossicodipendenze, è una riforma dei servizi, ”che sono tutti, pubblici e privati, figli di una logica superata”: lo ha detto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, intervenendo alla Conferenza nazionale sulle politiche antidroga svoltasi a Trieste. Il ministro ha spiegato che i giovani non si avvicinano ai Sert perché non si vedono come tossicodipendenti: ”Eppure nei servizi pubblici – ha aggiunto – ci sono tanti operatori che lavorano duro dalla mattina alla sera” e lo stesso vale per le Comunità terapeutiche: ”Splendide isole dove si sono salvate generazioni di tossicodipendenti”, ma i cui programmi spesso oggi ‘’sono datati”.
Per entrambi, pubblico e privato, esiste poi l’annoso problema delle risorse e dei ‘’soldi che non arrivano dalle Regioni – ha sottolineato il ministro – soprattutto da alcune Regioni, e questo per un retaggio ideologico”. Per Meloni, infatti, la prima cosa da fare è quella di ”mettere da parte le ideologie, che soprattutto nel campo della droga hanno provocato più danni che risposte”.
Il ministro ha poi insistito sul concetto di ”recupero” del tossicodipendente, che ”non va abbandonato alla cronicità: non mi rassegno a persone condannate a vita al metadone o alla stessa eroina”.

“I principi sui quali il governo si muove sono due: il primo è che drogarsi non sarà mai un diritto, una scelta di vita, una presunta scelta di libertà; il secondo è che non dobbiamo credere di poter recuperare ciascun tossicodipendente e non dobbiamo mai condannare qualcuno a una condizione di cronicità”, ha spiegato il ministro. “Non mi rassegno che si possa considerare libertà – ha aggiunto – scegliere che tipo di droga assumere”. “Un’altra grande questione da affrontare – ha detto – è quello della prevenzione offrendo anche modelli positivi e positive forme di emulazione da seguire. Noi con il ministero della Gioventù abbiamo proposto le comunità giovanili, spazi di libertà organizzati per giovani, con musica, teatro, danza, convegni, mostre, cioè avamposti di cultura e legalità e aggregazione. Su questa sfida siamo tutti coinvolti: scuola, famiglia, politica, sport, insomma nessuno escluso”.

fonte:  gioventu.it

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5° conferenza nazionale sulle droghe

10 Marzo 2009

Trieste, 12-14 marzo 2009

La manifestazione si pone l’obiettivo di riunire sinergicamente molteplici figure in grado di analizzare fattivamente il problema, proporre e condividere possibili soluzioni. Questa Conferenza, e soprattutto l’istituzione di consultazioni permanenti che seguiranno, rappresentano un valido aiuto al Governo, alle Amministrazioni regionali e alle Province autonome nella formulazione di strategie e politiche nella lotta alla droga.

I dati sul fenomeno delle droghe che quotidianamente vengono portate alla nostra attenzione, creano in tutti noi la necessità di un confronto aperto e costruttivo, sia per comprendere e definire meglio il problema, sia per programmare e realizzare interventi coordinati nell’area delle tossicodipendenze. Vale la pena ricordare che le tossicodipendenze sono un problema che non conosce confini geografici o differenziazioni di ceto sociale, ma colpisce l’intera popolazione minandone alla base ciò che di più importante e prezioso ha: i propri giovani, che rappresentano il futuro di una società.

Lo spirito con cui è stata pensata e pianificata la 5ª Conferenza nazionale sulle Droghe è quello di riunire in una “rete ideale” tutti gli attori in grado di analizzare il problema, proporre e condividere possibili soluzioni. Questa conferenza vuole porsi al di fuori dei soliti rituali dove spesso ci si confronta solo sulle realtà che ci dividono e non su quelle che ci uniscono. È necessario fare un salto di qualità relativamente alle modalità con cui ci confrontiamo e comunichiamo le nostre idee, guardando al futuro e al bene comune. Solo attraverso una concertazione efficace e concreta, basata sul rispetto reciproco e sulla condivisione di principi tesi al recupero totale delle potenzialità della persona tossicodipendente, potremo tracciare un percorso virtuoso che ci porterà ad avere una piattaforma di intervento condivisa.

Restano fermi naturalmente i due paletti sui quali il governo elabora le politiche sulle tossicodipendenze:
non esiste un diritto a drogarsi e questa azione è da considerarsi illecita per i danni che il consumo delle sostanze arreca alla singola persona e alla società.
ogni terapia, intervento sulla persona tossicodipendente per la tutela e il ripristino della sua salute e della sua integrazione sociale e lavorativa è accettabile, purché sia inserito in un programma più ampio dove il fine ultimo sia il recupero totale della persona.

Sono fiducioso che da questa conferenza, ma soprattutto dal percorso di consultazione permanente che ne seguirà, usciranno indicazioni preziose, utili a fornire un valido contributo per l’azione di programmazione politica e strategica che Governo, Amministrazioni regionali e Province autonome porranno in essere.

Il Sottosegretario di Stato
alla Presidenza del Consiglio di Ministri
Sen. Carlo Giovanardi

fonte:  droga.net

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Nuovo rapporto ONU in materia di droghe

2 Marzo 2009

In prossimità della commemorazione dei cento anni del sistema di controllo internazionale degli stupefacenti, l’ONU presenta il nuovo rapporto sulla situazione internazionale in materia di droghe: Report of the International Narcotics Control Board for 2008.
L’International Narcotics Control Board (INCB) è un organismo internazionale indipendente delle Nazioni Unite, per il contrasto dei traffici illeciti di sostanze stupefacenti e per il monitoraggio dell’implementazione delle politiche in materia droga a livello internazionale. Tale organismo può essere a ragione considerato uno dei maggiori traguardi del ventesimo secolo nella cooperazione internazionale, il 95% degli stati membri delle Nazioni Unite ne fa parte.
Le principali sfide che la comunità internazionale deve affrontare sono rappresentate dalle patologie legate alla diffusione del virus HIV e dell’epatite C. Infatti, sebbene il diritto a ricevere cure costituisca uno dei principali diritti umani riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tale diritto virtualmente non esiste in oltre 150 paesi e più 30 milioni di pazienti ogni anno non hanno diritto ad essere curati.
La cannabis rappresenta la sostanza illecita più diffusa e utilizzata a livello mondiale, con livelli di principio attivo (THC) considerevolmente più alti rispetto al passato, che hanno provocato un aumento delle richieste di trattamento presso i servizi per le tossicodipendenze. Questo fenomeno coinvolge soprattutto i giovani, particolarmente vulnerabili, e richiede con urgenza interventi di prevenzione primaria destinati ai giovani.
Un altro fenomeno preoccupante riguarda i drugstores online, che contribuiscono a promuovere l’uso di droghe soprattutto nei gruppi più vulnerabili della popolazione, in particolare i giovani. Il cyber crimine è fonte di preoccupazione crescente, poiché i trafficanti di droga sono tra i principali utilizzatori di messaggi internet criptati, in grado di eludere i controlli delle forze dell’ordine, per il commercio illegale e il riciclaggio di denaro.

fonte:  dronet.org

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Sicurezza stradale, confisca dell’auto per chi guida sotto l’effetto di alcol o droghe

13 Febbraio 2009

Le nuove misure in tema di sicurezza stradale, apportate dal decreto legge 23 Maggio 2008 n. 92, a seguito del crescente numero di vittime per incidenti stradali provocati da guida in stato psicofisico alterato da alcol e droghe, hanno introdotto alcune norme modificative degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada.
La normativa ha introdotto la confisca del veicolo per coloro che sono alla guida sotto gli effetti di droghe o in stato di forte ebbrezza etilica, con un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l. La confisca del veicolo è stabilita dal giudice, che la deve disporre sia nei casi di “patteggiamento” sia nei casi di condanna; eccetto quelli in cui il veicolo appartiene a persona diversa da chi ha commesso il reato.
La sentenza della procura di Pinerolo, ha indetto l’asta per la vendita delle auto sequestrate e confiscate ai conducenti che hanno violato gli articoli 186 e 187 del Codice della Strada, ribadisce l’applicazione delle nuove norme e l’effettività della legge in materia. Il ricavato sarà devoluto al Fondo unico di giustizia, destinato a ricevere le somme di denaro acquisite dall’Autorità giudiziaria. La speranza è che grazie ad un mirato intervento del legislatore, sia possibile destinare tali somme all’implementazione delle misure di sicurezza stradale.
Nell’ambito delle misure e dei progetti volti a contrastare il fenomeno della guida sotto effetto di alcol e droghe rientra anche il progetto “Drugs on street”, un’iniziativa promossa dai Dipartimenti delle Dipendenze in collaborazione con le Forze dell’Ordine. Il progetto, iniziato in via sperimentale nell’agosto 2007 sul territorio della provincia di Verona, è a tutt’oggi in corso, e ha permesso di individuare su circa 1000 conducenti sottoposti agli accertamenti clinici e tossicologici un riscontro di positività ad alcol e droghe pari a oltre il 46% (circa un conducente su due risulta positivo). Le attività di controllo, ampiamente giustificate da tale dato, hanno permesso anche di individuare un certo numero di conducenti risultati negativi al test con etilometro ma che avevano assunto sostanze stupefacenti (circa il 20%) e che, quindi, durante i normali controlli su strada sarebbero tornati al volante in condizioni psicofisiche non idonee.
La speranza è che iniziative congiunte di questo tipo contribuiscano a ridurre il numero di morti e di feriti sulle strade italiane che, purtroppo, molto spesso coinvolgono giovani vite.

fonte:  dronet.org

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Riccardo Gatti e il mercato delle droghe

28 Gennaio 2009

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Lavoro e riabilitazione: l’inserimento lavorativo di ex tossicodipendenti

21 Gennaio 2009

Uno dei maggiori problemi riguardante i tossicodipendenti è rappresentato dal fatto che circa l’80% di questi è disoccupato, eppure il lavoro si è dimostrato un importante fattore di riabilitazione e di reinserimento nella società, che riduce la probabilità di ricadute. Una maggiore percentuale di consumatori problematici di droghe inseriti nel mondo del lavoro corrisponderebbe a una maggiore percentuale di persone che conseguono il recupero e ad una riduzione del crimine. Fatto ancora più importante, molti tossicodipendenti disoccupati vogliono lavorare e ne riconoscono l’importanza per costruire una vita “normale”. La Commissione inglese per le politiche in materia di droga (UKDPC) ha prodotto un report che affronta questa tematica e solleva la necessità di provvedimenti per superare gli ostacoli che impediscono l’inserimento lavorativo di persone riabilitate. Il report “Working towards recovery: getting problem drug users into jobs” anche se contestualizzato nel Regno Unito, offre interessanti spunti rispetto alle possibili strategie per l’inserimento lavorativo di ex tossicodipendenti, ad esempio incentivi economici a favore dei datori di lavoro, oppure misure di tutela legale a favore del lavoratore. L’inserimento lavorativo di ex tossicodipendenti rappresenta un traguardo critico, che implica la soluzione di una serie di bisogni primari come lo stato di salute fisica e mentale e una sistemazione adeguata. Molti datori di lavoro sono riluttanti ad assumere ex tossicodipendenti; le principali preoccupazioni espresse riguardano la necessità di persone “adatte” al lavoro e il rischio potenziale che un ex tossicodipendente può rappresentare per la propria attività e per i propri dipendenti. Circa i due terzi dei datori intervistati hanno affermato che non assumerebbero un ex tossicodipendente, anche nel caso in cui la persona fosse in possesso dei requisiti e delle competenze richieste per il lavoro. Tuttavia le opportunità di lavoro possono essere aumentate consentendo ai datori di lavoro di gestire il rischio percepito e superando lo stigma associato alla figura dell’ex tossicodipendente.

fonte:  dronet.org

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Testimonianza di Ettore

9 Gennaio 2009

Lettera da un ex tossicodipendente:

Bene bene ………….oggi mi và di raccontare una storia….che poi è un po’ un insieme di tante storie………

Tempo fa…………….cominciai , un po’ per curiosità e un po’ perchè cercavo qualcosa che mi facesse stare bene , ad usare droghe……inizialmente fu una gran festa perchè eravamo un gruppo di tanti ragazzi e la “Roba” faceva da cornice alla monotonia delle giornate……era un appuntamento molto coinvolgente , fu un periodo di tante feste , incontri , ragazze e “amicizie” ….poi piano piano cominciammo a diventare tutti molto egoisti ,i litigi erano frequenti e con l’andare dei giorni ognuno di noi si ritiro’ in un mondo tutto suo.

Un mondo veramente triste fatto di bugie ,litigi , azioni molto contrarie al benessere di chi amavo e di chi mi stava affianco…….poi il buio piu’ totale …………………..tanti i tentativi di smettere….comunità…..sert……..psicologi……e poi amori finiti …..affetti molto forti che svanivano …..la famiglia che si allontanava…….il tutto è durato tanti anni….ogni tanto smettevo…mi innamoravo e tentavo di dare inizio a qualcosa nella mia vita, ma dopo un poco tutto finivae io mi ritrovavo con niente e poi ancora meno……

Un giorno mentre mi dedicavo al mio passatempo preferito che era quello di mollare tutto quando diventa troppo duro e trasferirmi in un’altra città….per ricominciare….mi sono fermato a Pesaro, proprio all’uscita dell’autostrada su di una collina e dopo poche centinaia di metri sono entrato nel viale che porta al centro Narconon l’Alfiere……ho parlato un po’ con Stefano e Roberta che gestiscono il centro da piu’ di ventanni e poi ho deciso di fermarmi lì …..anzi qui …perchè adesso sto’ scrivendo dal computer dell’ufficio……

Beh !….sono arrivato che vedevo in “bianco e nero”….il mio unico interesse era “io….e poi io e poi io” ero scontroso ….egoista….critico….e con tanta sfiducia nei confronti del mondo ….fisicamente mi sentivo sempre stanco…..terribilmente stanco e non avevo veramente voglia di far piu’ nulla … e poi “ nessuno mi voleva piu’ bene” ed io sentivo di non volerne piu’ a nessuno……facevo lunghe passeggiate daq solo con i miei pensieri,ascoltavo musica……ma poi dovevo pur sempre guardare la mia vita e……….il milione di piccoli frammenti in cui l’avevo ridottae mi faceva male …..e la cosa che piu’ mi faceva girare le p….lle era che non riuscivo a pensare piu’ al futuro ……anche se ero troppo consapevole che dentro di me’ cera tanto di buno ….ma come fare per tirarlo fuori???? (bel quadro he?!)

Ho cominciato il programma …..ora mi sento vivo …..ma vivo davvero…..il mondo è a colorie anche la mia vita e la mia casa…..vivo il presente e faccio progetti per il futuro e ci credo!……ho amici e lo sono davvero…..ho recuperato la parte di mè che la droga non avrebbe mai potuto cancellare e sono contento e allegro, ho tanta voglia di fare e la cosa piu’ bella e che………ma credmi sono veramente tanti i successi e i guadagni che ogni giorno sperimento e insieme a me tanti ragazzi che raccontarli tutti sarebbe veramente un impresa…..pero’…..

Io sono qui !! e chiunque mi voglia scrivere o contattare lo puo’ fare…….l’indirizzo internet del centro è www.centro-di-recupero.com e quello di posta elettronica è centronarconon@msn.com

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spot ministeriale contro la droga

7 Gennaio 2009

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Buoni propositi…

31 Dicembre 2008

Con questo post voglio innanzitutto dare una risposta io stesso alla domanda del precedente: lo “schifo”, come ho voluto etichettare l’ennesimo fatto di cronaca che ha come protagonista e unico colpevole il problema droga, difficilmente verrà debellato, e per un dato di fatto lampante, riscontrabile anche dai commenti che mi sono giunti in questi giorni. La mentalità della stragande maggioranza dei giovani è orientata a non comprendere a fondo la gravità del problema, ad essere condizionati da alcuni preconcetti di base come “l’innocenza” delle droghe leggere e la voglia sfrenata di trasgredire eccedendo anche nell’abuso di alcool: attenzione, ho detto che è difficile risolvere il problema, ma non impossibile, perchè se riuscissimo a far cambiare questa mentalità saremmo già a metà dell’opera.

Concludo augurando a tutti i miei lettori un Felice Anno nuovo.

Luca

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Per quanto dovrà andare avanti questo schifo!

29 Dicembre 2008

Giù da ponte, “colpa delle droghe”
Civitavecchia, pm:”E’ omicidio colposo”

Un volo nel vuoto per colpa dell’asfalto bagnato, dell’eccessiva velocità e della droga. Sono morti per questi motivi i quattro ragazzi usciti di strada con l’auto sulla quale viaggiavano a Civitavecchia, in provincia di Roma. E’ sopravvissuto solo il giovane che guidava, il 19enne Juri Capparella. Sottoposto al narcotest è risultato positivo: cocaina ed ecstasy. E’ indagato con l’accusa di omicidio colposo.

La procura di Civitavecchia ha infatti aperto un’inchiesta per accertare quale sia stata l’esatta dinamica dell’incidente dove hanno perso la vita Daniele Mercuri, di 16 anni e suo cugino Indro Mercuri, della stessa età, Giovanni Siena di 21 e Giancarlo Cocciolone, 20 anni. La magistratura ha disposto l’autopsia per cercare tracce di droga anche per loro.

Yuri Capparella, ferito gravemente e con diverse fratture, è stato trasferito con l’eliambulanza a Roma dopo l’intervento chirurgico all’ospedale di Civitavecchia per asportargli la milza. “Mio figlio è un ragazzo d’oro – ha detto al quotidiano La Repubblica Andrea Capparella, il padre di Yuri – lavora insieme a me, nella mia ditta. Da qualche tempo si era anche fidanzato e purtroppo uno dei quattro amici morti nell’incidente era il fratello della sua ragazza”.

La procura di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta per chiarire le dinamiche della tragedia. La dinamica è chiara: sull’asfalto non ci sono segni di frenata e la velocità dell’auto, essendo un’utilitaria, non poteva essere elevatissima. “Riteniamo sui 100 km all’ora”, ha detto uno degli investigatori. Yuri, l’unico sopravvissuto, era anche il solo a indossare la cintura di sicurezza, ma il cocktail di droghe gli ha fatto perdere il controllo del veicolo.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga, Carlo Giovanardi, ha lanciato un appello per una forte azione di controllo e di contrasto alle situazioni di rischio. ”Davanti – ha detto l’esponente della maggioranza – all’ennesima tragedia del sabato sera, questa volta complice la cocaina rivolgiamo un nuovo appello ai responsabili locali perché non si perda altro tempo per un’efficace azione di controllo e di contrasto delle situazioni a rischio”.

fonte: tgcom.mediaset.it

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Analfabetismi affettivi e contaminazioni subliminali

17 Dicembre 2008

Se mai qualcuno abbia svolto servizio di volontariato in un dormitorio, saprebbe come la figura del clochard sia distante da quella raccontata in certa letteratura romantica, che lo vorrebbe felice e contento del proprio abbrutimento psico-fisico.

Il clochard, il barbone, adagiato sul cartone o sulla panchina è soltanto un uomo solo, impreparato alle nuove sfide, oppresso dalle proprie lentezze e stanchezze, fragile e ultimo davvero, per questo dovrebbe suscitare il rispetto dovuto.

In quattro si sono adoperati per estinguere il clochard di turno, per arrostirlo  e spedirlo all’altro mondo, in quattro per uccidere un uomo inerme e inoffensivo, ma colpevole  di essere una persona abbandonata.

Hanno cosparso di benzina una persona adagiata su una panchina, hanno tentato di farne un bel falò, non per fanatismo religioso, nè per razzismo congenito, lo hanno preso di mira perchè tanto è una “cosa” senza valore, anzi un fastidio da scacciare via, in fin dei conti è uno di quelli non bello da vedere, da sloggiare in fretta dai parchi, dalle vicinanze dei cassonetti, dalle chiese, perché no anche delle città illuminate.

Quattro “bravi” ragazzi, ciascuno con il suo bel pedigree, fornito dalla scuola, dal datore di lavoro, dalla famiglia, ognuno con in tasca un pezzo di futuro già bello e confezionato.

Quando si è dei mentecatti in quattro il coraggio lo si trova nella fisicità di un sorriso, di una smorfia, la sfrontatezza dell’intesa è sottotraccia al tubo di birra, di una canna, di uno sniffing, sopra il  palcoscenico dove inizia la  recita, al nastro di partenza, per la finale assoluta, per uscire finalmente dalla maledetta anonimia, dalle stramaledettamente uguali  serate al bar a fare niente, se non a costruire percorsi di guerra mentali, tanto per non restare schiacciati dalla propria insignificanza.

In quattro a pensare di annientare chi sta dietro, per la paura di esser conciati peggio.

Forse accade per assenza di un tempo e di un impegno che riesca a sdoganare l’emozione di una relazione importante, di un incontro da ricercare per non esser costretti alla resa di fronte al niente di una coscienza infantilizzata.

Il barbone brucia, l’adrenalina sale fino a stracciare gli analfabetismi affettivi, le contaminazioni subliminali, il reality non è solamente di casa in tv, nei tiggì, nelle pagine patinate, è qui e ora, e noi finalmente siamo i protagonisti, chi se ne frega se attraverso le sofferenze di un poveraccio.

Emergenza educativa? In questa constatazione c’è tutta l’impresentabilità del mondo adulto, da quello genitoriale a quello professorale, impegnato a fare cassa piuttosto che fatica preventiva, per inchiodare alle proprie responsabilità chi pensa che esistono persone diverse e quindi di minore importanza, di così basso profilo da risultare insopportabili.

Questi quattro “bravi” ragazzi ci fanno comprendere che questa mimetizzazione di normalità malata crea inquietudine, attese, desideri che divengono indicibili, fino a relegare in un angolo una parte di umanità, quella più giovane, inconsapevole di erigere rifiuto e distanza nella comprensione degli altri, soprattutto di quelli meno fortunati.

fonte:  Vincenzo Andraous

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Naltrexone efficace nel trattamento della dipendenza da amfetamine

9 Dicembre 2008
    Il naltrexone, un farmaco antagonista utilizzato per il trattamento della dipendenza da oppiacei, sarebbe efficace anche nella cura della dipendenza da amfetamine. Uno studio clinico randomizzato doppio cieco, ossia dove sia gli sperimentatori sia i partecipanti non conoscono il tipo di trattamento assegnato, ha dimostrato che questo farmaco è in grado di migliorare significativamente l’astinenza, di ridurre il craving e il consumo di amfetamine.
    I ricercatori del Department of Clinical Neuroscience del Karolinska Institutet di Stoccolma hanno diffuso i risultati dello studio pubblicato sulla rivista American Journal of Psychiatry, condotto su pazienti che rispondevano ai criteri per la dipendenza da amfetamine secondo il DSM-IV. I pazienti sono stati sottoposti per 12 settimane ad un trattamento, ricevendo naltrexone oppure farmaco placebo. I controlli settimanali per l’analisi delle urine hanno permesso di monitorare l’aderenza al trattamento e di verificare anche l’astinenza dall’uso di amfetamine.
    Nel complesso circa il 70% dei pazienti ha completato la sperimentazione e le analisi hanno evidenziato l’efficacia del naltrexone rispetto al placebo. È stata riscontrata, infatti, una significativa riduzione del craving e del consumo di amfetamine nel gruppo trattato con il farmaco rispetto a quello trattato con placebo, e una buona tolleranza del trattamento. I risultati dello studio, quindi, dimostrerebbero l’efficacia di questo trattamento terapeutico nella cura della dipendenza da amfetamine.
    fonte:  dronet.org
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L’allarme del procuratore di Fermo: la droga è un’alluvione inarginabile

22 Novembre 2008

Fermo, 21 novembre – Un’alluvione di droga. Inarginabile. Sempre più travolgente. Sempre più per tutti, dalla pubertà alla pensione. Il procuratore di Fermo, Piero Baschieri, torna a lanciare ‘non un grido d’allarme’, come tiene a sottolineare lo stesso magistrato, ‘quanto la constatazione di un problema che non è più tale, perché non se ne parla più e comunque non se più come se tale fosse. Nel Fermano – prosegue Baschieri – nei miei 18 anni a capo di questo Ufficio (Baschieri lascerà la carica di procuratore a fine anno per sopraggiunti limiti di età, ndr), non ho fatto che vedere crescere lo spaccio e, parallelamente, il consumo di droghe.

Quali? Tutte, senza esclusione di target, di prezzi, di tipologie, dal fumo alle pasticche e ai nuovi preparati di sintesi, dall’eroina alla cocaina. E tutte diffuse in qualsiasi fascia d’età e di ceto sociale: l’ultima operazione, risalente a poche settimane fa, ha portato alla luce il caso di ultrasessantenni che facevano uso di cocà. Baschieri si sposta poi sull’aspetto tecnico della lotta agli stupefacenti, rilevando che ‘per quanto possano essere concepite pene sempre più severe, nei fatti poi queste pene non vengono scontate.

Per il combinato disposto di diverse prescrizioni con relative scappatoie, anche chi venisse condannato a diversi anni di carcere se la cava con un nulla di fatto. Se poi è a sua volta consumatore, tossicodipendente in trattamento, questo rappresenta il suo salvacondottò. Proprio su quest’ultimo aspetto, il procuratore di Fermo rileva che ‘lo Stato, al di là dei proclami, si è arreso: l’accertamento dello stato di tossicodipendenza non è più prerogativa dei Sert, che erano strutture mediche pubbliche, ma può essere certificato benissimo da centri privati.

Ne scaturisce un business mostruoso e potenzialmente incontrollato, in cui chiunque può mettere in piedi lucrose attività di recupero a volte discutibile, come minimo. Abbiamo avuto fenomeni pionieristici, in passato, stroncati con non poca fatica. E grazie all’uso delle intercettazioni: se, come sembra, queste verranno escluse anche per questo particolare ramo d’indagine, allora potremo metterci l’anima in pace, perchè la lotta allo spaccio non si potrà più condurre, non avrà semplicemente più alcun sensò.

fonte:  ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com

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droghe e gruppi vulnerabili di giovani

19 Novembre 2008

Nella popolazione generale emergono gruppi specifici particolarmente svantaggiati e potenzialmente a rischio di emarginazione sociale, più esposti a problematiche legate a cattive condizioni di salute, consumo di droghe, alimentazione carente e basso grado di istruzione. A livello europeo, l’individuazione di questi gruppi vulnerabili è diventata una delle priorità delle politiche in materia di stupefacenti al fine di predisporre interventi mirati verso i gruppi e le aree geografiche più a rischio di sviluppare un consumo di droga problematico.
L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze ha affrontato il tema “Droghe e gruppi vulnerabili di giovani”, esaminando le politiche e gli interventi predisposti in trenta paesi europei a favore di gruppi di giovani vulnerabili di età compresa tra 15 e 24 anni. Si tratta, nello specifico, di giovani delinquenti, giovani affidati a istituti assistenziali, giovani che abbandonano la scuola, studenti con problemi sociali o scolastici e giovani che vivono in famiglie e/o quartieri svantaggiati con problemi correlati al consumo di droga. A volte la stessa persona può appartenere a più gruppi vulnerabili contemporaneamente e si possono manifestare effetti cumulativi.
Attualmente non esiste una definizione standard europea di “vulnerabilità”, e gli indicatori che definiscono un gruppo vulnerabile variano da uno Stato membro all’altro. I gruppi vulnerabili sono esaminati all’interno del rapporto in base ai legami con le istituzioni (giovani che abbandonano o marinano la scuola, ragazzi affidati a istituti assistenziali e giovani delinquenti) e distinti all’interno della comunità: famiglie vulnerabili, giovani senzatetto, giovani che vivono in quartieri degradati e minoranze.
Il legame tra fattori di rischio e di protezione e il consumo di droga tra i giovani appartenenti a gruppi vulnerabili non rappresenta una relazione di causa-effetto e, in questi termini, non permette di fare una previsione certa del consumo di droga. Tuttavia, individuare i gruppi vulnerabili e dedicare loro misure di prevenzione selettiva può essere efficace nella prevenzione del consumo di droga. Tale considerazione vale in particolare per quei gruppi che non percepiscono come problematico il consumo di droga.

fonte:  dronet.org

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un italiano su 3 si è drogato almeno una volta

6 Novembre 2008

Il 30,3% degli italiani tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso di droghe illegali nel corso della vita e la cannabis è la droga più diffusa: nell’ultimo anno ne ha fatto uso l’11,2% della popolazione. Sono alcuni dei dati dell’ultimo rapporto pubblicato oggi dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze.

I dati generali del consumo di droghe in italia mostrano un aumento tra il 2001 e il 2005 (ultimo anno di rilevazione) del consumo di cannabis soprattutto tra le donne tra i 24 e i 35 anni e i maschi tra i 35 e i 44 anni. Fra il 2003 e il 2005 è aumentato anche il consumo di cocaina.

Secondo il rapporto, il 29,3% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita, il 6,6 ha assunto cocaina e il 2,5 ecstasy.

Cresce il consumo
I dati disponibili dimostrano che tra il 1996 e il 2000 il numero dei consumatori di droghe intravena e i consumatori abituali di oppiacei, cocaina e anfetamine è aumentato costantemente per poi ridursi nel 2001. Una tendenza che tuttavia, secondo i dati dell’ultimo anno disponibile, si è di nuovo invertita, facendo segnare nel 2006 un notevole incremento rispetto ai dati del 2001. Nel 2006, sono state circa 328.950 le persone eleggibili per il trattamento, una media di 8,45 ogni mille abitanti tra i 15 e i 64 anni. Nel 2001 il dato era di 233.075 persone, 5,98 ogni mille abitanti.

Assistiti
Le domande di trattamento registrate nel 2006 in 514 dei 544 centri presenti sul territorio nazionale sono state 47.823, di cui 34.836 riguardano pazienti che presentano per la prima volta la richiesta. Nel 56,7% delle domande di trattamento, la droga consumata sono gli oppiacei, seguiti dalla cocaina (24,8%) e dalla cannabis (15,7%). Le persone sotto trattamento con metadone nel 2006 sono state 97.434.

Meno malati
Negli ultimi anni si è progressivamente ridotta in italia la percentuale dei consumatori di droghe sieropositivi. Nel 2006 è risultato positivo all’Hiv il 12,1% delle persone che si sono sottoposte al test volontario offerto nei centri di trattamento e nelle carceri; nel 2005 era il 13,8%, il 14,2 nel 2003 e il 14,8 nel 2002. Nel 2006 sono stati 517 i decessi direttamente legati al consumo di droghe. Nel 2005 erano stati 603 e 441 nel 2004.

Il mercato della droga
Il rapporto dell’Osservatorio europeo, riprendendo i dati del ministero dell’Interno, sottolinea come il mercato della droga italiano sia stato alimentato dalla cocaina proveniente dalla Colombia, dall’eroina proveniente dall’Afghanistan, dall’hashish prodotto in Marocco, dalla marijuana proveniente dall’Albania e dalle droghe sintetiche importate dall’Olanda. Nel 2006 per numero di sequestri la prima droga è stata l’ecstasy (il 51% del totale) seguita dalla cannabis (il 46%).

Prezzi in discesa
Fra il 2001 e il 2006 il mercato ha registrato un sostanziale calo dei prezzi per l’eroina e la cocaina. Il prezzo di un grammo di eroina nera e bianca è sceso rispettivamente di 16 e 6 euro tra il 2001 e il 2006. Nello stesso periodo il costo di un grammo di cocaina è sceso di 16 euro.

fonte:  rainews24.rai.it

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disturbi d’ansia e uso di marijuana

3 Novembre 2008

L’uso di marijuana può causare numerosi disturbi di origine ansiosa, anche se la natura di tale relazione non è ancora chiara. L’individuazione di queste persone a rischio rappresenta un importante obiettivo della ricerca, poiché numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato una relazione tra ansia, uso di marijuana e patologie droga correlate.
Uno studio coordinato da Julia Buckner del Dipartimento di Psicologia dell’Università della Luisiana, si è proposto di chiarire se i disturbi d’ansia siano correlati ad una maggiore frequenza d’uso di marijuana, in base anche alle aspettative (riduzione della tensione oppure paura degli effetti dannosi) proiettate sulla sostanza stessa. Il campione composto di studenti universitari con un’età media di 18,8 anni, è stato distinto in tre gruppi di consumatori (non utilizzatori, utilizzatori occasionali ed abituali).
I risultati dell’indagine, pubblicati sul numero di ottobre di Additive Behaviors, evidenziano che i disturbi d’ansia sono associati ad una maggiore vulnerabilità all’uso di marijuana. Infatti è stata riscontrata una maggiore frequenza d’uso tra gli studenti più ansiosi, sebbene preoccupati per i possibili effetti dannosi della sostanza, probabilmente per alleviare lo stato ansiogeno. Inoltre, aspettative negative sugli effetti della marijuana potrebbero giocare un ruolo importante nella comparsa simultanea di disturbi d’ansia e patologie droga correlate. I consumatori abituali infatti risultano più vulnerabili, evidenziando una correlazione positiva tra aspettative negative e patologie correlate.

fonte:  dronet.org