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	<title>no alla droga</title>
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		<title>no alla droga</title>
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		<title>Genitori divorziati, adolescenti e alcool</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luk75</dc:creator>
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		<category><![CDATA[genitori e figli]]></category>

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		<description><![CDATA[Una recente ricerca condotta da un team multidisciplinare di studiosi slovacchi ha cercato di capire, ed eventualmente approfondire, se esiste una relazione tra divorzio dei genitori e uso smodato di alcool nei figli adolescenti.
Il metodo di ricerca adottato è squello del questionario, somministrato agli studenti delle scuole medie di diverse città della Slovacchia, rivolto a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=763&subd=stopdrug&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;"><strong>Una recente ricerca condotta da un team multidisciplinare di studiosi slovacchi ha cercato di capire, ed eventualmente approfondire, se esiste una relazione tra divorzio dei genitori e uso smodato di alcool nei figli adolescenti.<br />
Il metodo di ricerca adottato è squello del questionario, somministrato agli studenti delle scuole medie di diverse città della Slovacchia, rivolto a conoscere il numero di volte in cui i ragazzi si sono ubriacati nelle ultime 4 settimane, se i loro genitori sono divorziati, nonché la composizione e la condizione socioeconomica della famiglia.<br />
I dati pervenuti da 3.694 studenti, con un&#8217;età media di 14,3 anni, rappresentano il 93% del totale intervistato e indicano che esiste un&#8217;effettiva correlazione tra genitori divorziati e figli ubriachi. A questa tendenza concorrono altri fattori come l&#8217;alta posizione socioeconomica, il basso supporto sociale dalla famiglia e l&#8217;alta depressione/ansietà. L&#8217;effetto del divorzio sull&#8217;ubriacatura diminuisce solo modestamente dopo la fornitura di supporto sociale nel modello.<br />
La conclusione a cui è giunta l&#8217;equipe, che può essere letta sull&#8217;articolo pubblicato su European Addiction Research, è che il divorzio dei genitori ha un&#8217;influenza persistente sui comportamenti a rischio dei figli adolescenti, indipendentemente dalla condizione socioeconomica e dal benessere familiare. Il divorzio può aumentare la probabilità di alcolismo più di altri fattori come il basso supporto familiare ed una bassa condizione socioeconomica.</strong></span></p>
<p>fonte:  dronet.org</p>
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		<title>Le attenuanti generiche stanno oramai a zero</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 13:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luk75</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il bullismo appare sempre meno imparentato con il disagio relazionale, sempre più coinvolto in un comportamento sociale dedito al raggiungimento di traguardi altrimenti inaccessibili.
Bulli e bulle impazzano nei blog di una rete più che mai innamorata di vittime sacrificali, ben mimetizzati, amalgamati alla normalità, e quando  appaiono, è perché sono  invischiati in qualche indagine, in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=761&subd=stopdrug&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Il bullismo appare sempre meno imparentato con il disagio relazionale, sempre più coinvolto in un comportamento sociale dedito al raggiungimento di traguardi altrimenti inaccessibili.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Bulli e bulle impazzano nei blog di una rete più che mai innamorata di vittime sacrificali, ben mimetizzati, amalgamati alla normalità, e quando  appaiono, è perché sono  invischiati in qualche indagine, in qualche ricerca sociologica, nello studio dei dati esponenziali che tanto allarmano ma ugualmente non consegnano sicurezza.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sempre più il palcoscenico non è teatro unico del colpo inferto, ma terreno fertile per imparare a non fare rumore, rimanere famosi ma invisibili, al punto da non poter esser messi da parte.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E’ una competizione che si gioca tutta dentro il quadrato di un’arena immaginaria, in cui non si fanno prigionieri, al massimo qualche cavia impaurita da usare nelle giornate più noiose.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quel giorno alla Casa del Giovane stavamo confrontandoci sulla violenza, sui protagonisti negativi assunti a eroi, i famosi da emulare, proteggere, per paura e per il piacere del sangue, naturalmente di quanti non possono difendersi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nella piccola aula fummo tutti d’accordo di fare qualcosa, di non rimanere più in silenzio, ci scambiammo una promessa, di quelle che è possibile mantenere, tentare di essere meno distratti nei riguardi di chi ci è vicino e fatica a starci dietro.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L’incontro era terminato, quando una ragazza mi chiama in disparte, mi ringrazia, e ribadisce che ci sono momenti nella vita di una persona, in cui l’unica maniera per non soccombere a una ingiustizia, è fare ricorso a una sorta di violenza di rinculo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Apre la sacca e mi fa vedere un coltello a serramanico, una specie di compagno salvavita, con la speranza di non dover mai interpellarlo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C’è evidente un’incapacità a valutare i significati emozionali, le interazioni, le stesse relazioni umane perdono interesse, fino a non riconoscere più i sentimenti, quelli che ti permettono di provare e sentire la fortezza dell’amore-valore.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quel coltello è il messaggio di crisi di una generazione, ma anche una vera e propria chiamata alla rivolta per tutte le agenzie educative e di controllo, non è sinonimo di stile di vita per proteggere la propria, è segnale di paura che non arruola alla solidarietà, quel coltello portato in giro con malcelata insicurezza, è il prodotto di una  condizione che fa perdere contatto con la realtà.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>“Non voglio essere una bulla, ma neanche una sfigata, non mi interessa denunciare qualcuno, non serve a molto, ma non voglio avere la vita distrutta”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Una difesa tutta all’attacco, per ogni botta inferta c’è una vittima disastrata, il sequestro delle emozioni, dei bisogni, dei desideri, fino a diventare disturbo, fobia, ossessione.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Forse quando siamo di fronte al male acerbo, miope,  non è più il caso di accontentarci di occupare lo spazio con risposte che curano la patologia, forse è giunto il momento di pescare direttamente dentro le derive, dove si è eroso il livello psicologico come disagio, forse è il momento di cambiare le assi di coordinamento-apprendimento sociale, dell’educazione e della socializzazione, forse occorre trascurare meno la solidarietà fra le persone, per non farla tramutare in quella sordità che accumula odio e violenza, e non merita alcuna attenuante. </strong></p>
<p><strong>Vincenzo Andraous<br />
</strong></p>
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		<title>Ketamina</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 13:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luk75</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ketamina è          un anestetico generale utilizzato prevalentemente per scopi veterinari,          agisce deprimendo il Sistema Nervoso Centrale, riducendo la frequenza          cardiaca/respiratoria e la pressione arteriosa. A dosaggi inferiori [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=759&subd=stopdrug&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:x-small;">La ketamina è          un anestetico generale utilizzato prevalentemente per scopi veterinari,          agisce deprimendo il Sistema Nervoso Centrale, riducendo la frequenza          cardiaca/respiratoria e la pressione arteriosa. A dosaggi inferiori a          quelli necessari per l&#8217;anestesia produce anche effetti psichedelici che          inducono una sensazione di dissociazione tra mente e corpo.<br />
La sostanza, che si presenta sotto forma liquida o di polvere biancastra          è normalmente sniffata ma può anche essere ingoiata o assunta          con iniezioni inframuscolari. </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:x-small;">EFFETTI E RISCHI</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:x-small;">L&#8217;effetto e la durata          dell&#8217;esperienza, dopo l&#8217;assunzione, oltre che dalla purezza e dalle modalità          di assunzione della ketamina (sniffata produce effetti in pochi minuti)          dipendono molto anche dalla predisposizione della persona e dal contesto.          Comunemente provoca un leggero stato di euforia, seguito da una sensazione          di distacco tra mente e corpo che porta a difficoltà nella coordinazione          dei movimenti e più in generale a difficoltà nel controllo          dei vari sensi; condizioni che portano al disorientamento, alla perdita          del senso di identità e ad un distacco quasi totale dalla realtà.          Ad alti dosaggi è possibile arrivare a stati mentali vicini al          coma che provocano NDE (esperienze vicine alla morte). Queste sensazioni          possono provocare stati di ansietà o crisi di panico. Con un uso          continuato di ketamina, oltre ad una lenta scomparsa degli effetti psichedelici          che lasciano solo l&#8217;effetto sedativo della sostanza, non si escludono          danni permanenti al sistema nervoso.<br />
In caso di overdose si possono avere arresti cardiaci e gravi danni cerebrali. </span></strong></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:x-small;">fonte:  up.comune.re.it<br />
</span></p>
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		<title>Spice, rapporto tecnico UE</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 13:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luk75</dc:creator>
				<category><![CDATA[altre droghe]]></category>
		<category><![CDATA[spice]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (EMCCDA), a seguito del meeting di esperti organizzato lo scorso 6 Marzo a Lisbona, ha pubblicato un documento tecnico che illustra i risultati dello studio condotto sul fenomeno &#8216;Spice&#8217;. Una miscela di erbe venduta come profumatore d&#8217;ambiente, disponibile su internet e negli smart shop di ben 21 Stati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=757&subd=stopdrug&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">L&#8217;Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (EMCCDA), a seguito del meeting di esperti organizzato lo scorso 6 Marzo a Lisbona, ha pubblicato un documento tecnico che illustra i risultati dello studio condotto sul fenomeno &#8216;Spice&#8217;. Una miscela di erbe venduta come profumatore d&#8217;ambiente, disponibile su internet e negli smart shop di ben 21 Stati Membri dell&#8217;Unione Europea.<br />
La segnalazione del monitoraggio è stata annunciata agli inizi del 2008, a seguito di soggetti che riferivano l&#8217;uso del preparato. Se fumato, o consumato come infuso, ha effetti simili a quelli della cannabis. Tracce di potenti cannabinoidi sintetici, come JWH-018 e CP 47,497, sono state trovate nel composto in questione, dalle indagini incrociate delle autorità tedesche e austriache.<br />
Gli estratti di misture diverse, l&#8217;aggiunta di elevate quantità di sostanze non psicoattive e la selezione di cannabinoidi non comunemente noti hanno reso complicata la definizione dei principi psicoattivi presenti nei prodotti Spice. La preoccupazione maggiore riguarda gli effetti poco noti che questi nuovi cannabinoidi, sintetizzati in laboratorio a metà degli anni &#8216;90, possono avere su una persona. Tutto ciò rappresenta una nuova sfida, non solo per la loro identificazione giuridica e tossicologica, ma anche da un punto di vista sanitario.</p>
<p><strong>fonte:  dronet.org</strong></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/stopdrug.wordpress.com/757/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/stopdrug.wordpress.com/757/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/stopdrug.wordpress.com/757/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/stopdrug.wordpress.com/757/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/stopdrug.wordpress.com/757/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/stopdrug.wordpress.com/757/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/stopdrug.wordpress.com/757/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/stopdrug.wordpress.com/757/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/stopdrug.wordpress.com/757/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/stopdrug.wordpress.com/757/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=757&subd=stopdrug&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Coma etilico a trecici anni</title>
		<link>http://stopdrug.wordpress.com/2009/10/23/coma-etilico-a-trecici-anni/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luk75</dc:creator>
				<category><![CDATA[altre droghe]]></category>

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		<description><![CDATA[La ragazzina è distesa a terra, il  vomito alle labbra, un’adolescente in rianimazione, tra la vita e la morte, la balbuzie esistenziale che non porta conforto né riparazione, solamente disperazione, coma etilico a tredici anni, rischio di morire per abuso di sostanze.
Poco più di una bambina, strangolata dall’alcol,  dalla cecità ottusa dell’età, dai desideri adulti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=755&subd=stopdrug&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>La ragazzina è distesa a terra, il  vomito alle labbra, un’adolescente in rianimazione, tra la vita e la morte, la balbuzie esistenziale che non porta conforto né riparazione, solamente disperazione, coma etilico a tredici anni, rischio di morire per abuso di sostanze.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Poco più di una bambina, strangolata dall’alcol,  dalla cecità ottusa dell’età, dai desideri adulti improvvisamente insopportabili, sconosciuti e prepotenti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quando un ragazzo rotola giù dall’amore che non arriva al cuore, la consuetudine sta nell’uso delle parole sempre più inutili, anche false, perché giustificano sempre e comunque, oppure  nel rifugiarsi nella riparazione della “deduzione logica “, negli editti delle buone intenzioni, le solite frasi a effetto.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Una bambina o poco di più e la spirale del rischio estremo, come se tutto fosse nella norma, sono accadimenti di routine, una specie di ben nota abitudine all’evento critico,  non c’è altro da fare che raccogliere i cocci  e sperare di riuscire ancora a rimetterli insieme.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Invece c’è qualcosa in più che deteriora gli anni più belli della gioventù, c’è qualcosa in meno a cui aggrapparsi  per non andare incontro a un coma etilico a dodici anni, c’è qualcosa che si sottrae confermando la sua presenza.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Rammento qualche anno addietro in una scuola del trentino, anche lì, un ragazzo di quattordici anni, stramazzato al suolo, in coma etilico, alle nove del mattino.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Fui invitato come tutor della Comunità Casa del Giovane di Pavia a raccontare per fare prevenzione, informare, comunicare, e  non dare scampo alle giustificazioni,  smetterla con la coerenza ipocrita, quando la richiesta di aiuto rimane appesa a mezz’aria, quando con amarezza ti accorgi che l’intero uditorio, ammutolito e scosso, è mancante di qualcosa, di qualcuno, c’è un’assenza che non è riconducibile solamente a quel giovane scivolato tra la vita e la morte.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ma ieri, e ieri l’altro ancora, quando quell’adolescente crollava a terra, dove erano gli adulti deputati a conoscere, a leggere, a decodificare? Chissà se c’è davvero coscienza della distrazione che ha aiutato a trasformare quel disagio in una tragedia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Diventa doveroso raccontare ai ragazzi la condanna insita nella droga e nella bottiglia, posta là, a portata di mano, di bocca, di occhio sempre più spento, sempre pronta a colmare le lacune, le ansie, i tormenti degli interrogativi,  le inquietudini delle risposte.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La bottiglia se ne sta in silenzio, non spreca parole, convincimenti, rimproveri, è amica discreta, non ci mette il dito, né il becco, non azzarda consigli, lezioni di vita, non comanda stili né comportamenti, non fa commenti, neppure di fronte alla paura di un cambiamento che non arriva, ma alimenta inadeguatezza che non fa prigionieri.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Chissà se quella ragazzina ce la farà, ma questo dolore ci obbliga a intervenire, a non restare indifferenti, a chiederci con chi abbiamo a che fare, a pensare finalmente che solo l’amore arriva dove la volontà ci guida, solo l’amore per il rispetto di quelli ancora a spasso con il cuore, può sbarrare la strada alla resa più devastante, solo l’amore può trasformare i luoghi più impensabili in dignità ritrovate. </strong></p>
<p><strong>Vincenzo Andraous<br />
</strong></p>
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		<title>Cannabis: effetti dannosi per la salute</title>
		<link>http://stopdrug.wordpress.com/2009/10/20/cannabis-effetti-dannosi-per-la-salute/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 12:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luk75</dc:creator>
				<category><![CDATA[effetti droghe]]></category>

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		<description><![CDATA[La cannabis rappresenta la sostanza psicoattiva più diffusa e utilizzata a livello mondiale. Australia, Nuova Zelanda e Nord America sono gli stati dove si registrano le più alte prevalenze d’uso nella popolazione generale. Si stima che nel 2006 166milioni di persone l’abbiano utilizzata, pari a circa il 4% della popolazione mondiale.
Questi i dati forniti da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=753&subd=stopdrug&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">La cannabis rappresenta la sostanza psicoattiva più diffusa e utilizzata a livello mondiale. Australia, Nuova Zelanda e Nord America sono gli stati dove si registrano le più alte prevalenze d’uso nella popolazione generale. Si stima che nel 2006 166milioni di persone l’abbiano utilizzata, pari a circa il 4% della popolazione mondiale.<br />
Questi i dati forniti da un’importante revisione della letteratura scientifica a livello internazionale sul consumo di cannabis, condotta da Wayne Hall dell&#8217;University of Queensland e da Louisa Degenhardt del National Drug and Alcohol Research Centre in Australia, e pubblicata sulla rivista The Lancet.<br />
Gli studi clinici, epidemiologici e di laboratorio hanno stabilito che l’uso regolare di cannabis durante l’adolescenza o in età adulta comporta seri danni alla salute fisica e mentale. Le conseguenze più comuni sono i disturbi a carico del sistema respiratorio e cardiovascolare, ma anche un maggior rischio di essere coinvolti in incidenti stradali, lo sviluppo di una dipendenza dalla sostanza, oltre ai pesanti effetti sul normale sviluppo psicofisico e mentale se utilizzata in età precoce. L’esposizione prenatale alla cannabis, inoltre, provoca nei bambini disturbi comportamentali e depressione, e li espone ad un maggior rischio di sviluppare tumori all’apparato respiratorio.</p>
<p>fonte:  dronet.org</p>
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		<title>I bambini non si toccano mai</title>
		<link>http://stopdrug.wordpress.com/2009/10/14/i-bambini-non-si-toccano-mai/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 12:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luk75</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I bambini non si toccano mai, non so chi ha coniato questo comandamento, ma chi lo fece, aveva ragione, ne aveva così tanta, che forse anche lui è finito pazzo per il dolore.
I bambini non si toccano mai, o più propriamente gli innocenti non si toccano mai: chi lo disse, è finito crocifisso su qualche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=751&subd=stopdrug&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>I bambini non si toccano mai, non so chi ha coniato questo comandamento, ma chi lo fece, aveva ragione, ne aveva così tanta, che forse anche lui è finito pazzo per il dolore.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I bambini non si toccano mai, o più propriamente gli innocenti non si toccano mai: chi lo disse, è finito crocifisso su qualche croce dimenticata, per un momento infinito è rimasto da solo,  con l’urlo in gola a strangolarlo, con le braccia aperte, gli occhi ribaltati, il volto reclinato degli innocenti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I bambini non si toccano mai, muoiono per strada, sulle auto, sui campi di calcio, muoiono senza colpa né misfatti, per prossimità derivate da terzi, per una sorta di nemesi congenita, che propaga metastasi, come ogni condanna al silenzio.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I bambini non si toccano mai, c’è quasi nostalgia delle leggende, delle storie che non stanno scritte da nessuna parte, delle regole e dei codici di ieri, un onore antico, di un tempo in fiamme,  di un’era cretacea, dove sono andate perdute le responsabilità che almeno facevano gli uomini consapevoli della preziosità dei bimbi che “non si toccano mai”.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Neanche quando gli interessi sono trasformati in imbrogli e peggio in tradimenti, in quella pratica che smembra i legami affettivi, il diritto di appartenere a una città, di abbandonarsi alla fiducia degli altri.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ci attraversa un tempo che non commuove, dove le verità non sono liberate per essere apprezzate, ma spesso sono relegate nella polvere della sventura più prossima, quando la storia è azzoppata dagli agguati delle vendette, una storia che non possiede alcun elemento di verità, solamente il sangue degli innocenti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I bambini non si toccano mai, persino su chi nulla comprende di malaffare, di cattivavita, di strade sterrate alla coscienza, incombe lacerante la ferita che squarcia la carne della ragione, quando con normalità insana, un bambino viene smontato  e abbandonato, quando una creatura viene presa a pallettoni sul viso, quando un adolescente paga con la vita il proprio diritto di cittadinanza.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quel che accade su e giù per il paese Italia, in qualche dirupo, in qualche cantina del massacro, non si tratta di un nuovo e affascinante slang,  non è narrativa da premio pulitzer, piuttosto è pratica da non pubblicizzare, un metodo che non è sinonimo di uno sconosciuto onore e rispetto, è un’azione che non è possibile raccontare, accettare, condividere.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La violenza non ha timidezza da mostrare, nella perdita filiale c’è la libertà che non ha più valore, ha un prezzo perfino l’amore che si paga offrendo riparo all’irreparabile, all’indicibile, all’infamia più grande, quella che non è possibile difendere,  celare, manipolare, a un accadimento sub-culturale di pochi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I bambini non si toccano mai, eppure cadono scomposti, nascosti alle inquietudini e alle indignazioni non più sufficienti, è un malore dell’anima che non bisogna tacere o  negare, non rimane che scegliere un percorso ostinato e contrario, per non rinunciare  a educare alla verità che è sempre innocente, a tal punto da rendere possibile un’altra storia, in cui i bambini davvero non si toccano mai.</strong></p>
<p><strong>Vincenzo Andraous<br />
</strong></p>
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		<title>Le sigarette danneggiano le cartilagini delle articolazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 11:55:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[altre droghe]]></category>

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		<description><![CDATA[Come è noto, il fumo di sigaretta è responsabile di disturbi respiratori e cardiovascolari, oltre che avere un effetto peggiorativo di malattie che interessano le articolazioni, come l’artrosi. La rivista Rheumatology presenta proprio come “argomento scottante” del mese uno studio che indaga l’effetto del fumo di tabacco sulle cartilagini delle articolazioni.
Lo studio, condotto da Flavia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=749&subd=stopdrug&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>Come è noto, il fumo di sigaretta è responsabile di disturbi respiratori e cardiovascolari, oltre che avere un effetto peggiorativo di malattie che interessano le articolazioni, come l’artrosi. La rivista Rheumatology presenta proprio come “argomento scottante” del mese uno studio che indaga l’effetto del fumo di tabacco sulle cartilagini delle articolazioni.<br />
Lo studio, condotto da Flavia Cicuttini e collaboratori della Monash University e del Dipartimento di epidemiologia e medicina preventiva presso l’Alfred Hospital di Melbourne, in Australia, si è occupato di determinare una possibile relazione tra le modificazioni a cui va incontro la cartilagine della tibia e della rotula con il fumo di sigaretta, su una popolazione di 270 adulti nell’arco di due anni. La ricerca, inoltre, ha analizzato lo sviluppo o la persistenza di lesioni del midollo osseo (BMLs) nel campione in esame.<br />
I partecipanti hanno riferito le loro abitudini d’uso rispetto al fumo e sono stati sottoposti a una risonanza magnetica per immagini (MRI) al ginocchio dominante (generalmente il destro). Il questionario e gli esami di risonanza sono stati ripetuti dopo due anni analizzando, in modo particolare, le possibili alterazioni a livello delle cartilagini della rotula e della tibia e le possibili lesioni del midollo osseo sottostante.<br />
I risultati hanno evidenziato tra i fumatori (attuali o ex fumatori) un aumento delle lesioni a livello del volume delle cartilagini, lesioni che si sono dimostrate dipendenti dal numero di pacchetti di sigarette fumate. Inoltre, per quanto riguarda gli individui che all’inizio dello studio presentavano delle lesioni del midollo osseo, attraverso la risonanza (MRI), a distanza di due anni, si è osservato per i fumatori una persistenza di queste lesioni 11 volte superiore rispetto a quella rilevata nei non fumatori. Infine nel caso dei fumatori, la minore capacità di recupero delle lesioni al midollo osseo può costituire un possibile meccanismo coinvolto nell’insorgenza di danni alle cartilagini.</strong></p>
<p>fonte:  dronet.org</p>
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		<title>Impatto della pubblicità sui consumi di bevande alcoliche</title>
		<link>http://stopdrug.wordpress.com/2009/10/07/impatto-della-pubblicita-sui-consumi-di-bevande-alcoliche/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 12:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luk75</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La comunicazione commerciale finalizzata alla promozione e alla vendita di prodotti alcolici rappresenta uno dei principali fattori correlati all’aumento dei consumi di alcolici. I livelli di consumo e la prevalenza di comportamenti rischiosi sono influenzati anche dalle politiche adottate per affrontare il problema come, ad esempio, il rincaro dei prezzi delle bevande alcoliche, la prevenzione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=747&subd=stopdrug&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">La comunicazione commerciale finalizzata alla promozione e alla vendita di prodotti alcolici rappresenta uno dei principali fattori correlati all’aumento dei consumi di alcolici. I livelli di consumo e la prevalenza di comportamenti rischiosi sono influenzati anche dalle politiche adottate per affrontare il problema come, ad esempio, il rincaro dei prezzi delle bevande alcoliche, la prevenzione della guida sotto effetto di alcol, gli interventi terapeutici per la cura e il recupero degli alcolisti.<br />
Le strategie di marketing, oltre a promuovere e commercializzare il prodotto, operano su differenti altri fronti; perciò mentre l’alcol viene commercializzato attraverso sofisticati messaggi pubblicitari trasmessi dai media, il prodotto viene promosso anche legando il brand a eventi sportivi e culturali o attraverso nuove tecnologie come internet, il podcasting e i cellulari.<br />
L’insieme di questi fattori e la complessità del tema sono stati analizzati da un gruppo di studio dell’European Alcohol and Health Forum, che ha condotto una rassegna sistematica sui principali studi longitudinali che esaminano l’impatto delle strategie commerciali sulla vendita e sui consumi di bevande alcoliche, in particolare tra i giovani, realizzando questo nuovo <a href="http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/alcohol/Forum/docs/science_o01_en.pdf" target="_blank">report</a>.<br />
I risultati dell’analisi individuano significative e consistenti prove che dimostrano l’impatto della pubblicità nell’indurre il consumo di alcolici nei giovani non bevitori, e nell’aumentare i consumi nella popolazione generale. La principale conclusione conferma il ruolo svolto dalla comunicazione a scopo commerciale nel rafforzare le probabilità che adolescenti non bevitori inizino ad utilizzare la sostanza, e nell’aumentare i consumi di bevande alcoliche nei giovani utilizzatori.</p>
<p>fonte: dronet.org</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/stopdrug.wordpress.com/747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/stopdrug.wordpress.com/747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/stopdrug.wordpress.com/747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/stopdrug.wordpress.com/747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/stopdrug.wordpress.com/747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/stopdrug.wordpress.com/747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/stopdrug.wordpress.com/747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/stopdrug.wordpress.com/747/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/stopdrug.wordpress.com/747/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/stopdrug.wordpress.com/747/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=stopdrug.wordpress.com&blog=5000153&post=747&subd=stopdrug&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Riflessione da svolgere con cura</title>
		<link>http://stopdrug.wordpress.com/2009/10/01/riflessione-da-svolgere-con-cura/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 12:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luk75</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>Capita sempre più spesso di ascoltare inesattezze plateali, fino a farle diventare verità  addirittura condivise, droghe pesanti e droghe leggere, una sorta di accettazione della anormalità, della canna che non fa più male di una sigaretta o di un bicchiere di vino, del calare giù settimanale, come fosse davvero un semplice fare sporadico che non ingabbia in alcuna dipendenza fisica, figuriamoci psicologica.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Questa evidente menzogna, deriva proprio dal vivere male costruito a misura dalle persone mature, nel disertare quegli interventi preventivi che dovrebbero educare allo sviluppo del proprio senso critico.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quando parliamo dell’età in cui definire la propria identità contempla il rischio dimostrativo, i riti di passaggio, i totem schierati in bella mostra, non bisogna lasciare spazio alle confusioni e ai ritardi, occorre sbarrare la strada a una società incattivita e stanca, annoiata ancor più dei suoi adolescenti.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Rammento un incontro con i ragazzi di  una scuola, la contrapposizione tra i fautori del consumare uno spinello normalmente, e quelli che non ci stavano a ritenere la  droga una cosa normale. Non rimasi colpito dalla percentuale di giovani che amavano sballarsi, piuttosto dalla confusione che  riempiva le loro tasche.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Racconto sempre un episodio per aiutare a fare chiarezza, la storia di tre ragazzini, con le gambe larghe marciano per la città, in cerca di adrenalina, di una botta forte, di un rischio erroneamente calcolato.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Un auto sul ciglio della carreggiata, le chiavi inserite,  uno sguardo, è un attimo, ridendo sgommare via, schiacciati dall’irrefrenabile delirio di onnipotenza, a cavallo delle luci e delle regole mandate a quel paese, divertimento di una serata diversa, vissuta al contrario.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le mani sul volante sono assalite da piccole scosse elettriche, le voci nell’abitacolo somigliano a tamburi che non la smettono di strappare l’anima, non ci sono più centimetri da tenere a bada.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Le curve sono una danza da condurre senza bisogno di vederci chiaro, gli ostacoli sono dietro, mai davanti agli occhi del ragazzo che guida, mentre stringe tra le dita lo spinello passato dai compagni al suo fianco.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tre giovani e una canna, l’impatto improvviso, un centro pieno, che fa accartocciare la macchina intorno al platano.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non ci sono più risate, neppure lamenti, un silenzio di pietra, avvolge quell’ammasso di ferraglia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>In tre  sono saliti su quell’auto a correre in preda all’ansia di arrivare, dove?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ne sono discesi due, per uno di loro non c’è più domani.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Forse quei tre ragazzi avrebbero rubato ugualmente la macchina, da qualche parte era già scritto l’incontro con la devianza, non è stata la droga a fare di loro dei piccoli criminali, forse però se non c’era quello spinello, non sarebbe venuta meno la capacità funzionale della testa e degli occhi, quell’alterazione fisiologica che modifica la percezione della realtà.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Forse quel botto non ci sarebbe stato, forse da quella macchina sarebbero scesi ancora in tre.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Pronunciare quel “FORSE” è già una buona cosa, una riflessione da svolgere con cura, nelle case, nelle scuole, in ogni angolo delle nostre città.</strong></p>
<p>Vincenzo Andraous</p>
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