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più si beve e più il cervello si restringe

16 Ottobre 2008

La riduzione del volume cerebrale è un fenomeno correlato ai processi di invecchiamento (riduzione dell’1,9% per decade), di cui però anche il consumo di alcol potrebbe essere responsabile. Infatti numerosi studi hanno dimostrato che un consumo eccessivo di alcol è causa di atrofia cerebrale, mentre non sono noti gli effetti di un consumo moderato.
Sulla base di queste premesse un gruppo di ricercatori, coordinato da Carol Ann Paul del Wellesley College del Massachusetts, ha pubblicato uno studio su Archives of Neurology che ha coinvolto 1839 adulti americani e ha esaminato le loro abitudini di consumo alcolico rispetto all’età, al sesso, al livello di istruzione, al peso e all’indice di massa corporea e sottoponendoli a imaging a risonanza magnetica per controllare il volume del cervello. La maggior parte dei partecipanti ha riferito un consumo moderato di alcol, e la prevalenza di consumo risulta maggiore tra i maschi.
I risultati mostrano una correlazione negativa tra assunzione di bevande alcoliche e volume del cervello, associazione particolarmente forte per le femmine, probabilmente a causa di fattori fisiologici quali una minore massa corporea rispetto ai maschi e una maggiore suscettibilità agli effetti dell’alcol. Ne consegue che le persone astemie sono esposte ad una minore riduzione del volume cerebrale rispetto ai consumatori moderati e, quindi, anche un consumo moderato di alcol può avere effetti dannosi a livello cerebrale.

fonte:  dronet.org

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la cocaina “divora” il cervello

10 Ottobre 2008

Chi assume cocaina ha la corteccia cerebrale di volume ridotto, in particolare nelle aree frontali, importanti per pianificare, prendere decisioni, prestare attenzione e riflettere.
Lo hanno scoperto ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston diretti da Hans Breiter, il cui studio è pubblicato dalla rivista Neuron. È possibile – ammette tuttavia la ricerca – che ciò non sia solo un effetto della droga ma anche un fattore innato (cioè una causa della tossicodipendenza più che un effetto) che predisporrebbe l’individuo a drogarsi.

LO STUDIO - Gli esperti hanno misurato con la risonanza magnetica il volume della corteccia cerebrale di 20 cocainomani e 20 individui che non avevano mai fatto uso della droga: nei primi hanno trovato un volume sempre ridotto per la corteccia frontale, fatto non riconducibile a semplici differenze individuali perchè il volume della corteccia è piuttosto simile tra individui della stessa età e sesso. Inolte, sottoposti a vari test cognitivi per mettere alla prova la loro capacità decisionale e il loro livello di attenzione, prerogative della corteccia frontale, i cocainomani hanno manifestato alcune defaillance rispetto ai sani. Molte di queste differenze nelle dimensioni della corteccia sono proporzionali alla durata della tossicodipendenza e quindi è plausibile siano effetto dell’assunzione di cocaina. Altre però, conclude Breiter, sono indipendenti e potrebbero suggerire l’esistenza di fattori anatomici che predispongano alla dipendenza.

fonte:  corriere.it