Posts contrassegnato dai tag ‘ecstasy’

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ecstasy = morte

4 Dicembre 2008

È una sostanza che agisce sia come stimolante che come allucinogeno. Si prende in genere sotto forma di pasticche o capsule e i suoi effetti durano fino a otto ore. È molto diffusa nelle discoteche per i suoi effetti euforizzanti e socializzanti e tristemente nota per i gravi disturbi sull’attenzione e il controllo che produce, responsabili di un gran numero di incidenti stradali, nelle cosiddette ’stragi del sabato sera’.

GLI EFFETTI
Produce uno stato alterato in cui cio’ che e’ pura immaginazione viene percepito come realta’; fa sentire pieni di energia ed euforici; causa una forte distorsione delle percezioni dello spazio e del tempo. Produce eccitazione e stimola la mente verso l’evasione dalla realta’, aumenta la capacita’ di comunicare con gli altri e il desiderio sessuale, ma al tempo stesso provoca gravi danni al cervello, intossicando l’organismo. Crea confusione, perdita di memoria e delle funzioni motorie fino ad attacchi di paranoia, ansia, insonnia, danni al fegato e – in caso di intossicazione acuta- puo’ portare al coma e alla morte .

fonte:  ilsole24ore.it


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conseguenze ecstasy

25 Novembre 2008

L’uso del MDMA come droga da discoteca può avere una temibile
complicanza: gli effetti tossici si aggravano in presenza di affaticamento
muscolare e di aumento della temperatura corporea causati da danze
sfrenate in ambienti affollati con scarsa ventilazione.
Il tipico caso si presenta con collasso, iperpiressia (>40•), tachipnea,
tachicardia, agitazione psicomotoria che rapidamente possono complicarsi
con rabdomiolisi, convulsioni, coagulopatie (C.I.M.) ed insufficienza
renale per portare al decesso nel giro di 2-60 ore.
Attualmente non sono note valutazioni sulla percentuale di sopravvivenza
ad una intossicazione da ECSTASY.
La prognosi non dipende infatti dai livelli ematici di MDMA, che vanno
comunque monitorizzati, ma dalla sensibilità agli effetti tossici, che
potrebbe essere determinata su base genetica. Il paziente deve essere
avviato al più vicino reparto di anestesia e rianimazione. Una lavanda
gastrica con carbone attivato va eseguita prontamente, altri presidi
terapeutici sono quelli di supporto respiratorio, bilanciamento
idroelettrolitico e immediata riduzione dell’iperpiressia. La temperatura
corporea va abbassata per mezzo di spugnature di acqua tiepida e
ventilazione forzata per aumentare la dispersione del calore.
La somministrazione di dantrolene (1-4mg per Kg) è consigliata per
temperature corporee superiori ai 40• e nel caso in cui i mezzi precedenti
non abbiano avuto rapidamente successo.
E’ stato descritto l’uso di neurolettici (clorpromazina), che comporta
tuttavia il rischio di abbassare la soglia convulsiva; gli alfa-e beta-
bloccanti sono indicati per ridurre il tono simpatico. Si deve inoltre tener
conto che in presenza di rabdomiolisi l’acidificazione delle urine, che
faciliterebbe la cleareance dei composti amfetaminici, è invece
controindicata perché favorisce la precipitazione di mioglobina. Anche
l’utilità di altre terapie quali calcio antagonisti, bromocriptina,
amantadina e fluoxetina(quest’ultima per ridurre la neurotossicità da
MDMA) sebbene abbia logiche premesse teoriche non ha ancora la
conferma di studi clinici controllati.

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ecstasy e perdita della memoria

11 Novembre 2008

L’ecstasy, una sostanza appartenente alla categoria delle amfetamine, è una delle sostanze più utilizzate nel Regno Unito. La MetilenDiossiMetaAnfetamina (MDMA), il principio attivo dell’ecstasy, agisce sulla serotonina, un neurotrasmettitore che svolge un ruolo importante nella regolazione del sonno, dell’appetito e nell’elaborazione dei pensieri. L’assunzione costante di ecstasy, infatti, provocherebbe problemi di memoria e difficoltà di apprendimento di serie logiche di fatti.
Uno studio condotto dal professor Mark Blagrove dell’Università di Swansea – Regno Unito – e in pubblicazione sulla rivista Neuropsychobiology, ha valutato l’effetto dell’ecstasy sulle capacità di apprendimento e di memorizzazione sottoponendo diversi gruppi di persone (consumatori di ecstasy e non utilizzatori) a semplici prove. Il primo test richiedeva ai partecipanti di ricordare i dettagli di un breve articolo di cronaca. I consumatori di ecstasy, che avevano utilizzato la sostanza 2-3 giorni prima, presentavano maggiori difficoltà e riuscivano a ricordare solo l’83% dei particolari, rispetto al gruppo di controllo. Lo studio ha esaminato inoltre gli effetti di questa sostanza sulle capacità di apprendimento, proponendo agli esaminati di imparare dei semplici esercizi, verificando come i consumatori di ecstasy non presentavano difficoltà ad acquisire nuove abilità motorie. I consumatori di ecstasy incontrerebbero quindi più difficoltà a ricordare una serie di fatti o di dati, attività normalmente richieste in qualsiasi lavoro.

fonte:  dronet.org

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l’ecstasy in un articolo del 1997

13 Ottobre 2008

Dalla Grande Guerra ai giorni nostri. La MDMA ha attraversato il fronte e gli ambulatori degli psichiatri per finire nelle discoteche di tutto il mondo.

Nuova droga? Neanche per sogno: il principio attivo dell’ecstasy e cioè la molecola della metilendiossimetamfetamina (MDMA) fu scoperta nei laboratori tedeschi della Merck nel 1912 e il relativo brevetto di farmaco anoressizzante risulto depositato nel 1914.
Nel corso dei suoi ottantacinque anni di vita, all’ecstasy sono state applicate forme diverse di somministrazione e di studio. Durante la prima guerra mondiale torno utile per ridurre fame e stanchezza e contemporaneamente per potenziare la resistenza fisica nei soldati. Bisognerà però attendere gli anno 50 per l’inizio delle sperimentazioni sulla tossicità, ad opera dell’Università del Michigan su commissione dell’esercito Americano. La stessa US Army, in quell’epoca, ne sperimento gli effetti fornendola ai Marines nella guerra di Corea e successivamente, durante il conflitto vietnamita, permise alle truppe di consumare sostanze amfetaminiche (ma anche oppiacei ed altro) senza particolari controlli.
Verso la fine degli anni sessanta si fa strada l’area ricreazionale, cioè il consumo di questa droga per scopi socializzanti (almeno questo era l’intento) e senza controllo medico: è cosi che dalla costa occidentale americana (California in testa) questa abitudine si diffuse in tutti gli altri stati.
Il 1978 è l’anno della pubblicazione dei resoconti sulle sperimentazioni curate da alcuni psichiatri californiani, che ritenendo l’MDMA un farmaco utile alla comunicazione fra paziente e terapeuta, ne avevano somministrato dosi variabili ai loro clienti; gli studi saranno approfonditi ed aggiornati e con una ulteriore pubblicazione avvenuta quattro anni più tardi crebbe anche il numero di psicanalisti sostenitori di questa rivoluzionaria terapia.
Grazie all’ecstasy si intravide la possibilità di inaugurare una nuova classe di farmaci (differenti sia dagli allucinogeni che dagli altri psicostimolanti) da definire entactogeni , capaci cioè di indurre all’entusiasmo ed alla discussione serena di vissuti traumatici. Ma nonostante l’entusiasmo e la casistica sempre più voluminosa, l’MDMA venne inserita nella tabella delle sostanze stupefacenti e psicotrope da tenere sotto controllo, al pari di altre sostanze d’abuso come l’eroina e l’LSD (per la cocaina bisognerà attendere ancora qualche anno). La Drug Enforcement Administration (DEA) motivo il provvedimento restrittivo adottato nel 1984 con la mancanza di una adeguata documentazione medica sugli aspetti neurotossici di cui l’ecstasy sembra essere particolarmente ricca.
Con il divieto di prescrizione e la conseguente illegalità fiorisce pero la produzione clandestina che, grazie alle continue manipolazioni chimiche, prepara un cosi alto numero di sostanze derivanti dalla amfetamina che la MDMA  si guadagna il titolo di regina delle designer drugs , le cosiddette droghe d’autore. Il lavoro di modifica della sostanza base, con le sempre inedite sintesi di laboratorio,   ostacola gli studi sulla neurotossicità  di ogni singolo prodotto, al punto che per le autorità sanitarie mondiali è impossibile tenere sotto controllo le designer drugs. Per questo motivo droghe con alto potere tossicomanico restano di volta in volta al di fuori delle tabelle comprendenti le sostanze pericolose per un periodo sufficiente ad una diffusione non strettamente illegale. Infatti il mercato dell’ecstasy non conosce soste ne crisi di sorta, ma annovera sempre nuovi ed esigenti clienti anche in considerazione dell’età media dei consumatori, poiché tende progressivamente e costantemente a diminuire.
In pochi anni, dagli ambulatori degli psicanalisti, la sostanza si e trasferita nelle discoteche di tutto il mondo trovando in esse l’habitat ideale di spaccio e di abuso. Si parla e si discute spesso di queste pasticche perché in relazione ad esse, cosi facilmente circolanti nei luoghi di ritrovo dei giovani, si registrano ogni anno migliaia di decessi soprattutto legati ad incidenti stradali. Ma e facile pensare che il vero volto dell’ecstasy (di cui ne conosciamo solo un profilo) sia ben più temibile: per la sua natura rientra sicuramente nel novero degli stupefacenti con il più alto potere tossicomanico. Con una diffusione in costante crescita, con l’acquisto ed il consumo che avvengono con molta superficialità (complici la propaganda pilotata che ne minimizza i danni e una non adeguata campagna di prevenzione) ciò che preoccupa di più è la terapia farmacologica e non da contrapporre ai guasti cerebrali di cui è responsabile l’ecstasy. Perché? Semplice: al momento non esiste affatto una qualsiasi cura. Chi ne abusa rischia di arrecarsi danni irreversibili al cervello ed a tutto il sistema nervoso.

(tratto da Il Faro Anno VIII n° 1 gennaio 1997)

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ecstasy

2 Ottobre 2008

COS’È

L’ecstasy (o Mdma) è un composto sintetico, generalmente commercializzato in pillole, capsule o liquido, raramente in polvere. Si tratta di un derivato delle anfetamine e appartiene alla famiglia chimica delle fenetilamine.

EFFETTI RICERCATI

Gli effetti sono soggettivi e risentono molto dell’ambiente in cui viene assunta la sostanza. In genere vengono descritti come una sensazione di «giustezza», l’universo è bello e buono, pace e gioia diffusa, il quotidiano si trasforma in affascinante e interessante. Sintonia con l’altro, rimozione delle barriere emotive e comunicative, facilità di parola.
Intensificazione delle percezioni sensoriali.

RISCHI

Provoca un sensibile aumento della pressione sanguigna, pertanto se ne sconsiglia l’uso soprattutto a persone con problemi cardiaci, renali o epatici e con pressione alta.
Sono segnalate morti di persone che assumevano contemporaneamente farmaci antidepressivi contenenti MAO inibitori. Comunque, chi assume antidepressivi non è il caso che si complichi la vita con altri stress.
Sono stati segnalati disturbi e aggravamenti dello stato di salute in persone con asma, diabete, epilessia, psicosi. In generale vale quanto segue: chi non sta bene, fisicamente o psicologicamente, non assuma ecstasy (e altro) in nessun caso.

Surriscaldamento e disidratazione
Il surriscaldamento è il rischio maggiore che si corre con l’ecstasy.
L’ecstasy, infatti, viene consumata per lo più in discoteca. Qui il tempo scorre veloce, ci si muove parecchio e si perdono molti liquidi, ci si disidrata. Così si rischia molto, in special modo se si consuma contemporaneamente anche alcool che favorisce ulteriormente la disidratazione; surriscaldamento e innalzamento della pressione sopra la soglia di allarme possono portare a collasso cardiocircolatorio, blocco renale e trombosi.
Per tutto questo è opportuno bere molto e soprattutto non alcolici; in alcuni casi la disidratazione ha portato alla morte.

Dosaggio
La forma in cui l’ecstasy viene venduta non consente di identificare correttamente il dosaggio: il contenuto di una pillola è verificabile solo in laboratorio.
In alcuni casi sono stati segnalati tagli di LSD, anfetamine, morfina.
Gli effetti dei tagli sono molto diversi e imprevedibili.
Il dosaggio di principio attivo, anche quando si tratta di sostanza non tagliata, varia molto: dai 60 ai 160 mg per pillola.
Con dosi superiori ai 175 mg si corrono maggiori rischi e l’esperienza non migliora: diventa più speed e violenta e meno estatica.
Il dosaggio medio in rapporto al peso corporeo dovrebbe essere di 2 mg per kg. Per una persona di 60 kg è dunque di 120 mg.
Gli effetti raggiungono il culmine dopo circa un’ora e permangono per quattro-otto ore; è possibile che nei giorni successivi non ci si senta del tutto «regolari». I super dosaggi possono produrre effetti secondari indesiderati senza incrementare quelli piacevoli.
Alcuni consumatori giunti al culmine degli effetti della prima pastiglia, ingeriscono un’altra metà dose per prolungare l’esperienza; superare questa quantità può provocare: tachicardia, sudorazione eccessiva, capogiri, irrequietezza, svenimenti, crampi, attacchi di panico.
Se si verificano questi sintomi è bene sedersi, rilassarsi, bere acqua o succhi di frutta; se i sintomi non scompaiono o si hanno svenimenti e/o disturbi visivi bisogna ricorrere al più presto a un soccorso medico (numero 118 gratuito dal cellulare e anonimo per chi chiama).

Brucia il cervello?
L’ecstasy causa modificazioni nel cervello, ma le notizie sui danni sono ancora contraddittorie. In esperimenti condotti su ratti, cavie e primati non UMANI, sono emerse evidenze a sostegno della ipotesi di un danno anatomico sia al sistema della serotonina (Neurotrasmettitore che regola il sonno e l’umore) che a quello della dopamina, due sostanze chimiche che nel nostro cervello trasmettono i segnali da una cellula nervosa a un’altra.
I dati ricavati da esperimenti su animali non sono, tuttavia, direttamente riferibili all’uomo (per differenze di dosaggio e di via di somministrazione) anche se non si possono nascondere elementi di forte preoccupazione da parte di molti studiosi.
Se avete la tentazione di usare ecstasy spesso, sappiate che aumentate di molto i rischi di danneggiare il sistema nervoso.
Alcuni consumatori riferiscono di forti depressioni dopo l’esperienza, con casi di pulsioni aggressive verso gli altri o contro di sé, fino ad arrivare, in qualche caso, al suicidio.

Sistema immunitario
Si segnala spesso un calo di resistenza alle malattie, soprattutto nei casi di uso assiduo.
Ciò in relazione allo stato di stress psicofisico e all’eccessivo affaticamento, alla disattenzione nei confronti dello stato fisico e dell’alimentazione.

SOCIALMENTE

In alcuni casi il desiderio di vivere in un mondo a parte può portarci a consumare dosi massicce di ecstasy, come di altre droghe, oltre ai limiti che ci saremmo altrimenti imposti.
I rapporti umani, compresi quelli sessuali, sono facilitati e desiderati, il pericolo di infezioni assolutamente non avvertito, i rapporti sessuali non protetti con sconosciuti non sono percepiti come pericolosi.
I giorni successivi l’assunzione possono essere caratterizzati da depressioni o stanchezza e il desiderio di riprovare diventa ossessivo; si rischia di vivere da zombie per tutta la settimana aspettando il sabato!

PRECAUZIONI

In merito al DOSAGGIO e alla composizione, è una buona idea raccogliere quante più informazioni possibili tra i consumatori che si conoscono: è fondamentale sapere cosa si sta ingoiando.
Chi consuma ecstasy deve sapere che i rischi del colpo di calore si riducono vestendo abiti ampi e comodi, bevendo molto e frequentemente acqua e succhi di frutta, riposandosi più spesso di quanto SEMBRI necessario. Di tanto in tanto è opportuno fermarsi, guardarsi in giro e riposare. È utile urinare molto, durante e dopo l’assunzione.

Le alterazioni serotoniniche possono essere ridotte se, nei giorni successivi all’assunzione di Mdma, si assumono antiossidanti, vitamina C e selenio.
È sempre consigliato mantenere uno stile di vita sano, mangiare cibo salutare, bilanciato e con molta frutta e verdura, dormire. È una buona idea mangiare prima dell’assunzione e assicurarsi di essere riposati.
Poco è meglio: non è il caso di arrischiarsi con dosaggi eccessivi, si paga di più di quanto si voglia ottenere. È pericoloso mischiare con altre sostanze, in particolare con anfetamine ed eroina : si arriva all’overdose e alla morte con più facilità. L’alcool riduce gli effetti dell’ Mdma e la combinazione può produrre effetti indesiderati.
È stupido impegnarsi in gare rischiose; occhio alla guida di automezzi.

fonte:  drugs.mi.it