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Effetti delle droghe sulla guida

15 Dicembre 2008

L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze propone una nuova pubblicazione sul rapporto tra uso di droghe, riduzione della capacità di guida e incidenti stradali “Drug use, impaired driving and traffic accidents”, con l’obiettivo di fornire una rassegna esauriente dei risultati delle principali indagini epidemiologiche internazionali in merito a questo fenomeno.
I risultati delle ricerche epidemiologiche confermano sostanzialmente quanto riscontrato negli studi sperimentali: l’1% – 2% dei conducenti fermati durante le indagini effettuate sulle strade risulta positivo alle droghe.
Numerosi studi sperimentali indicano come gli effetti delle sostanze stupefacenti alterino le capacità di guida, in alcuni casi anche in base alla quantità assunta. In generale, l’uso cronico di qualsiasi sostanza psicoattiva è associato ad una certa riduzione delle capacità cognitive e/o psicomotorie e può condurre ad una diminuzione delle prestazioni del guidatore, anche quando il soggetto non è più sotto l’effetto degli stupefacenti. La cannabis ad esempio, una delle sostanze psicoattive riscontrate con maggiore frequenza dopo l’alcol, può pregiudicare le abilità cognitive e psicomotorie necessarie alla guida.
Guidare sotto l’effetto di una combinazione di alcol e droghe rappresenta un fenomeno piuttosto diffuso, ma spesso i conducenti ignorano il fatto che tali mix di sostanze hanno un effetto sinergico che riduce e peggiora ulteriormente le prestazioni alla guida. Gli studi sulla prevalenza di droghe, farmaci e/o alcol nei guidatori coinvolti in incidenti stradali (mortali o meno) hanno riscontrato una maggiore prevalenza dell’alcol rispetto a qualsiasi altra sostanza psicoattiva, ma spesso viene rilevata anche la presenza di droghe e ciò con una frequenza maggiore rispetto alla popolazione generale dei guidatori. Cannabis, benzodiazepine, anfetamine, eroina e cocaina sono associate significativamente ad un aumento dei rischi di incidente e/o dei rischi di provocare incidenti, e molti di questi rischi aumentano se la droga compare in concomitanza con un’altra sostanza psicoattiva quale l’alcol.

fonte:  dronet.org

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ecstasy = morte

4 Dicembre 2008

È una sostanza che agisce sia come stimolante che come allucinogeno. Si prende in genere sotto forma di pasticche o capsule e i suoi effetti durano fino a otto ore. È molto diffusa nelle discoteche per i suoi effetti euforizzanti e socializzanti e tristemente nota per i gravi disturbi sull’attenzione e il controllo che produce, responsabili di un gran numero di incidenti stradali, nelle cosiddette ’stragi del sabato sera’.

GLI EFFETTI
Produce uno stato alterato in cui cio’ che e’ pura immaginazione viene percepito come realta’; fa sentire pieni di energia ed euforici; causa una forte distorsione delle percezioni dello spazio e del tempo. Produce eccitazione e stimola la mente verso l’evasione dalla realta’, aumenta la capacita’ di comunicare con gli altri e il desiderio sessuale, ma al tempo stesso provoca gravi danni al cervello, intossicando l’organismo. Crea confusione, perdita di memoria e delle funzioni motorie fino ad attacchi di paranoia, ansia, insonnia, danni al fegato e – in caso di intossicazione acuta- puo’ portare al coma e alla morte .

fonte:  ilsole24ore.it


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gli inalanti

15 Novembre 2008

Gli inalanti sono sostanze volatili che producono vapori chimici che possono essere inspirate per provocare un effetto psicoattivo o uno stato di alterazione mentale. Nonostante anche altre sostanze possano essere inalate, il termine “inalanti” si usa per descrivere una varietà di sostanze la cui caratteristica comune fondamentale è che vengono assunte pressoché esclusivamente per inalazione. Questa definizione abbraccia un’ampia gamma di prodotti chimici differenti che possono avere diversi effetti farmacologici. Come risultato, è difficile riuscire ad avere una classificazione precisa degli inalanti. Un sistema di classificazione nomina quattro categorie generali d’inalanti-solventi volatili, aerosol, gas e nitriti, basandosi sulla forma in cui spesso si trovano questi nei prodotti, che possono essere domestici, industriali e medici.
I solventi volatili sono liquidi che evaporano a temperature ambientali. Si trovano in una varietà di prodotti economici e facilmente reperibili, d’uso comune, domestico e industriale. Questi includono i diluenti e i solventi di vernici, liquidi per lavaggio a secco, benzine, colle, liquidi correttivi e liquidi vari. Gli aerosol sono nebulizzatori che contengono propulsori e solventi. Questi includono le vernici polverizzate, atomizzatori per deodoranti e lacche per capelli, nebulizzatori di olio vegetale per cucinare e nebulizzatori per proteggere tessuti.

Tra i gas abbiamo gli anestetici usati in ambito medico, come anche i gas che si usano in prodotti domestici o commerciali. I gas anestetici includono etere, cloroformio, alotano e protossido di azoto, comunemente conosciuto come “gas esilarante”. Tra essi, quest’ultimo è il più abusato. Tra i prodotti casalinghi e commerciali che contengono gas si trovano gli accendini alimentati a butano, bombolette di gas propano, spray e refrigeranti.

Quanto sono utilizzati gli inalanti?
Gli inalanti, soprattutto i solventi volatili, gas ed aerosol, sono tra le prime droghe utilizzate tra le persone più giovani. Un’inchiesta nazionale negli Stati Uniti indica che circa il 6% dei bambini delle classi elementari hanno già provato inalanti. Gli inalanti sono tra le poche sostanze utilizzate maggiormente dai ragazzi più giovani, piuttosto che tra i più grandi. Nonostante questo, l’abuso di inalanti può diventare cronico ed estendersi all’età adulta.
In generale, coloro che abusano di inalanti usano qualunque sostanza sia disponibile. Tuttavia, gli effetti prodotti dai differenti inalanti variano ed alcuni persone fanno qualsiasi cosa per ottenere l’inalante favorito. Per esempio, in certe parti del paese, uno dei più utilizzati è il “Texas shoe-shine”, un nebulizzatore che contiene il composto chimico toluene. Sono inalanti molto popolari anche le vernici polverizzate argentate o dorate che contengono più toluene di qualsiasi altro colore.
I dati delle indagini nazionali e statali suggeriscono che l’abuso di queste sostanze arriva al suo punto massimo nel periodo corrispondente alla scuola media inferiore italiana. Per esempio, l’Inchiesta Americana sulle Droghe e l’Alcool per gli studenti dal quarto al dodicesimo grado (scuola media inferiore – scuola media superiore) indica che la percentuale di questi che hanno usato inalanti in alcune occasioni arriva al suo punto massimo all’ottavo grado, ad un’età corrispondente alla classe terza della scuola media inferiore italiana.

Quali sono gli effetti a breve ed a lungo termine dell’uso di in analanti?
Benché le sostanze chimiche che si trovano negli inalanti possano produrre vari effetti farmacologici, la maggioranza degli inalanti produce un’euforia rapida che assomiglia all’intossicazione alcolica, caratterizzata da un’eccitazione iniziale, seguita poi da sonnolenza, disinibizione, stordimento ed agitazione. Se s’inalasse sufficiente quantità, quasi tutti i solventi e gas produrrebbero anestesia, una diminuzione della sensibilità percettiva e possono condurre ad uno stato di incoscienza.
Le sostanze chimiche contenute nei solventi, nei gas e negli aerosol possono produrre una varietà di altri effetti durante o poco dopo il loro uso. Questi effetti sono dovuti all’intossicazione da inalanti e possono includere aggressività, apatia, deterioramento cognitivo, e il non poter funzionare appropriatamente nel lavoro o in situazioni sociali. Altri possibili effetti sono la nausea, sonnolenza, balbuzie, letargo, riflessi rallentati, debolezza muscolare generale e stupore. Per esempio, le indagini dimostrano che il toluene può produrre mal di testa, euforia, sensazione di barcollamento, ed inabilità nel coordinare i movimenti. L’esposizione ad alta dose può causare confusione e delirio. Altri effetti collaterali comuni sono nausea e vomito.
Molte persone manifestano una forte necessità di continuare ad utilizzare inalanti, specialmente quelle che li hanno utilizzati per periodi molto lunghi. L’abuso prolungato di inalanti può causare un utilizzo compulsivo e portare ad un lieve caso di sindrome di astinenza.
Altri sintomi osservati in persone che hanno abusato di inalanti per lungo tempo, sono perdita di peso, debolezza muscolare, disorientamento, mancanza di attenzione e coordinazione, irritabilità e depressione.

Quali sono le conseguenze mediche dell’abuso di inalanti?
Coloro che abusano d’inalanti corrono il rischio di soffrire di tutta una serie di conseguenze mediche devastanti. L’inalazione prolungata di composti chimici altamente concentrati che si trovano nei solventi o aerosol può indurre aritmia che può provocare un arresto cardiaco e la morte in pochi minuti. Questa sindrome, conosciuta come “morte istantanea per inalazione”, può essere provocata anche da una singola assunzione di inalanti. La morte immediata per inalazione si associa principalmente con l’abuso del butano, propano e le sostanze chimiche degli aerosol. Anche l’abuso di inalanti può causare la morte nelle seguenti maniere:
· Asfissia -da inalazioni ripetute che portano ad alte concentrazioni di fumi inalati che sostituiscono l’ossigeno disponibile nei polmoni;
· Soffocamento-bloccando l’entrata di aria nei polmoni quando si inalano i vapori da una borsa di plastica messa sulla testa.
· Soffocamento da vomito-inalando il vomito prodotto dopo avere usato inalanti
· Ferita mortale-per incidenti, includendo le morti per incidenti automobilistici causati da intossicazione.
Le osservazioni realizzate su animali ed esseri umani mostrano come gli inalanti siano altamente tossici. Forse l’effetto nocivo più significativo dell’esposizione abituale agli inalanti è il danno estensivo e di lunga durata al cervello e ad altre parti del sistema nervoso. Per esempio, ricerche su animali e studi su patologie umane mostrano che l’abuso abituale di solventi volatili come il toluene, danneggia la zona protettiva attorno a certe fibre nervose nel cervello e nel sistema nervoso periferico. Questa distruzione estensiva delle fibre nervose è clinicamente simile a quella che si può vedere in malattie neurologiche come la sclerosi multipla.
Gli effetti neurotossici dell’abuso prolungato di inalanti includono sindromi neurologiche che riflettono danni del cervello in zone che includono il controllo cognitivo, motorio, visivo ed uditivo. Le anormalità cognitive possono andare da un lieve deterioramento fino ad una demenza severa. Altri effetti possono includere difficoltà nel coordinare i movimenti, spasticità e perdita di sensibilità dell’udito e della vista.
Gli inalanti sono molto tossici anche per altri organi. L’esposizione cronica può produrre danni significativi al cuore, polmoni, fegato e reni. Benché alcuni dei danni prodotti dagli inalanti al sistema nervoso, come a quello di altri organi, possono essere più o meno reversibili quando cessa l’abuso degli inalanti, molte altre sindromi causate dall’abuso ripetuto o prolungato sono irreversibili.
L’abuso degli inalanti anche durante la gravidanza può aumentare il rischio per i bambini di soffrire di qualche deterioramento nel loro sviluppo. Studi su animali, progettati per simulare i modelli umani di abuso di inalanti, suggeriscono che l’esposizione prenatale al toluene o il tricloruro di etilene può produrre un peso natale più basso, occasionalmente anomalie scheletriche, e uno sviluppo neuro-comportamentale ritardato. Alcune relazioni di casi mostrano anomalie in neonati le cui madri abusavano abitualmente di solventi ed è documentato un successivo deterioramento nello sviluppo in alcuni di questi bambini. Tuttavia, non si è portato a termine uno studio ben controllato di prospettive sugli effetti su esseri umani dell’esposizione prenatale ad inalanti e, pertanto, non è possibile legare l’esposizione prenatale ad una specifica sostanza chimica con uno determinato difetto di nascita o problema di sviluppo.

fonte:  dronet.org

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ecstasy e perdita della memoria

11 Novembre 2008

L’ecstasy, una sostanza appartenente alla categoria delle amfetamine, è una delle sostanze più utilizzate nel Regno Unito. La MetilenDiossiMetaAnfetamina (MDMA), il principio attivo dell’ecstasy, agisce sulla serotonina, un neurotrasmettitore che svolge un ruolo importante nella regolazione del sonno, dell’appetito e nell’elaborazione dei pensieri. L’assunzione costante di ecstasy, infatti, provocherebbe problemi di memoria e difficoltà di apprendimento di serie logiche di fatti.
Uno studio condotto dal professor Mark Blagrove dell’Università di Swansea – Regno Unito – e in pubblicazione sulla rivista Neuropsychobiology, ha valutato l’effetto dell’ecstasy sulle capacità di apprendimento e di memorizzazione sottoponendo diversi gruppi di persone (consumatori di ecstasy e non utilizzatori) a semplici prove. Il primo test richiedeva ai partecipanti di ricordare i dettagli di un breve articolo di cronaca. I consumatori di ecstasy, che avevano utilizzato la sostanza 2-3 giorni prima, presentavano maggiori difficoltà e riuscivano a ricordare solo l’83% dei particolari, rispetto al gruppo di controllo. Lo studio ha esaminato inoltre gli effetti di questa sostanza sulle capacità di apprendimento, proponendo agli esaminati di imparare dei semplici esercizi, verificando come i consumatori di ecstasy non presentavano difficoltà ad acquisire nuove abilità motorie. I consumatori di ecstasy incontrerebbero quindi più difficoltà a ricordare una serie di fatti o di dati, attività normalmente richieste in qualsiasi lavoro.

fonte:  dronet.org

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disturbi d’ansia e uso di marijuana

3 Novembre 2008

L’uso di marijuana può causare numerosi disturbi di origine ansiosa, anche se la natura di tale relazione non è ancora chiara. L’individuazione di queste persone a rischio rappresenta un importante obiettivo della ricerca, poiché numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato una relazione tra ansia, uso di marijuana e patologie droga correlate.
Uno studio coordinato da Julia Buckner del Dipartimento di Psicologia dell’Università della Luisiana, si è proposto di chiarire se i disturbi d’ansia siano correlati ad una maggiore frequenza d’uso di marijuana, in base anche alle aspettative (riduzione della tensione oppure paura degli effetti dannosi) proiettate sulla sostanza stessa. Il campione composto di studenti universitari con un’età media di 18,8 anni, è stato distinto in tre gruppi di consumatori (non utilizzatori, utilizzatori occasionali ed abituali).
I risultati dell’indagine, pubblicati sul numero di ottobre di Additive Behaviors, evidenziano che i disturbi d’ansia sono associati ad una maggiore vulnerabilità all’uso di marijuana. Infatti è stata riscontrata una maggiore frequenza d’uso tra gli studenti più ansiosi, sebbene preoccupati per i possibili effetti dannosi della sostanza, probabilmente per alleviare lo stato ansiogeno. Inoltre, aspettative negative sugli effetti della marijuana potrebbero giocare un ruolo importante nella comparsa simultanea di disturbi d’ansia e patologie droga correlate. I consumatori abituali infatti risultano più vulnerabili, evidenziando una correlazione positiva tra aspettative negative e patologie correlate.

fonte:  dronet.org

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allucinogeni

28 Ottobre 2008

Le droghe allucinogene, (naturali, sintetiche o semisintetiche) sono così definite a causa dei loro effetti; l’assunzione infatti altera sensibilmente il sistema percettivo, provocando illusioni sensoriali e inducendo una distorsione della realtà spazio temporale, fino a provocare vere e proprie allucinazioni, separate dal contesto ambientale.
Gli allucinogeni agiscono sul Sistema Nervoso Centrale, intervenendo nell’interazione fra le cellule nervose e il neurotrasmettitore serotonina, che è appunto coinvolto nel controllo del comportamento e della percezione sensoriale. Le droghe allucinogene possono essere di origine naturale oppure create in laboratorio, o ancora sintetizzate da sostanze naturali.

Gli allucinogeni hanno la caratteristica comune di intervenire sul Sistema Nervoso Centrale attraverso l’interazione con il sistema del neurotrasmettitore serotonina. Questa rappresenta uno dei “ponti chimici” attraverso i quali una cellula nervosa comunica con i recettori di un’altra per innescare l’impulso nervoso. Distribuito dal cervello attraverso il midollo spinale, il sistema della serotonina è coinvolto nel controllo del comportamento, della percezione e dei sistemi regolatori, incluso umore, fame, temperatura corporea, comportamento sessuale, controllo muscolare e percezione sensoriale, oltre a essere coinvolta nella coagulazione del sangue, avendo influenza anche sulle piastrine.
La differenza rispetto ad altre sostanze è nella risposta dei segnali cellulari dei neuroni corticali che LSD, mescalina, psilocibina e simili attivano dei recettori cerebrali, denominati 2AR (5-HT2AR), che abitualmente sono reattivi alla serotonina, fornendo però segnali di risposta diversi da quelli naturali; si ritiene che siano queste diverse risposte a causare i particolari effetti delle sostanze allucinogene.

Anche se con qualche differenza fra le diverse sostanze, sotto l’influenza degli allucinogeni le persone vedono immagini, sentono suoni e avvertono sensazioni riconosciute come reali, ma che nella realtà non esistono, fino al fenomeno della “sinestesia” in cui ad una persona sembra di ascoltare i colori e di vedere i suoni.
Gli effetti delle sostanze allucinogene sono difficilmente prevedibili perché fortemente influenzate dallo stato psico-fisico della persona al momento dell’assunzione. Altro motivo di imprevedibilità degli effetti è dovuto al fatto che le sostanze vengono prodotte in laboratori clandestini illegali, al di fuori di qualsiasi controllo. Il prodotto finale può essere “tagliato” di volta in volta con elementi diversi, anche dallo stesso produttore, causando quindi effetti inattesi nell’assuntore, che variano da piacevoli (good trip) a insopportabili e terrificanti (bad trip).
Gli effetti degli allucinogeni si presentano da 30 a 90 minuti dopo l’assunzione, e possono avere una durata anche superiore alle 12 ore, senza contare la presenza dei così detti “flashback”, ossia l’improvvisa ricomparsa degli effetti anche a distanza di mesi dall’assunzione.

Alterazioni fisiologiche
In seguito all’assunzione di sostanze allucinogene si verificano:

  • aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco;
  • secchezza delle fauci;
  • perdita dell’appetito;
  • nausea;
  • aumento della sudorazione;
  • tremori.
  • Alterazioni visive
    Uno dei primi effetti prodotti dagli allucinogeni sono le alterazioni del campo visivo, con la comparsa di macchie colorate, figure dai contorni indefiniti, oggetti in movimento che lasciano una scia colorata.
    I mutamenti visivi possono aggravarsi con l’apparizione di persone o animali, fino ad arrivare a vere e proprie allucinazioni, isolando la persona dalla realtà con la comparsa di paesaggi assurdi e di figure inesistenti.

    Alterazioni percettive
    L’alterazione del sistema della percezione comporta la mutazione delle sensazioni della pelle (che può diventare ipersensibile o totalmente anestetizzata) e della propriocezione muscolare, non riuscendo quindi a percepire gli arti e il resto del corpo, e arrivando all’impossibilità di stabilire in quale posizione ci si trovi. Ne consegue inevitabilmente un disturbo dell’equilibrio e del movimento.
    È possibile inoltre che si verifichi una distorta percezione temporale, ossia che il tempo passi molto lentamente.

    Alterazioni dell’umore
    Anche se in modo indiretto, gli allucinogeni comportano dei mutamenti nell’umore, dovuti al tipo di visioni causate dalle sostanze ingerite. Si possono verificare attacchi di panico e psicosi, anche durature (come paura della pazzia e della morte), stati di trance e di delirio, perdita dell’autocontrollo e scarsa concentrazione. L’alterazione della sensibilità, inoltre, comporta un elevato stato confusionale.

    Danni collaterali e dipendenza
    Gli allucinogeni possono determinare la morte in modo diretto, a causa di intossicazione acuta, di insufficienza renale o cardiocircolatoria, e più spesso in modo indiretto, a causa degli incidenti relativi alle allucinazioni vissute, come la sensazione di volare o, se ci si mette alla guida, l’improvvisa comparsa sulla strada di ostacoli inesistenti.
    L’assunzione di queste sostanze può procurare delle “psicosi persistenti”, come manie, depressione, incapacità di pensare in modo razionale, e generare il “disturbo persistente della percezione da allucinogeno- Hallucinogen Persisting Perception Disorder” (HPPD), comunemente chiamato “flashback” o “ritorno dell’acido”: distorsioni sensoriali, come bagliori, movimenti illusori e altri disturbi visivi, si possono ripresentare periodicamente in modo spontaneo ed inatteso, anche a distanza di mesi dall’assunzione, o addirittura di anni se l’uso della droga è stato prolungato. Le cause che provocano questi flashback non sono ancora note, ma sembra ci siano correlazioni con situazioni di stress fisico e psicologico.

    L’utilizzo di queste sostanze non genera dipendenza fisica, ma psicologica; il desiderio di riprovare le sensazioni procurate dalla droga si fanno sempre più pressanti.

    fonte:  dronet.org

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    la cocaina uccide…

    25 Ottobre 2008

    tira oggi, tira domani… click!

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    testimonianza di Veronica

    24 Ottobre 2008

    Salve il mio nome è Veronica ed ho 21 anni. Anch’io vorrei raccontare la mia storia e spero che tutti quei ragazzi che fanno uso di droga si fermino a leggere le mie parole.

    Io fortunatamente,ho chiuso con la droga,ma purtroppo al giorno d’oggi sono tantissimi i ragazzi che fanno uso di stupefacenti. Come la maggior parte delle persone ho iniziato a fumare gli spinelli all’età di 13 anni tanto per provare…vedevo che i miei amici si divertivano moltissimo,erano felici…perchè non provare?

    Da qui è iniziato il mio percorso nel tunnel della droga e nemmeno me ne resi conto..infatti da fumare uno spinello ogni tanto in compagnia,iniziai a fumare 5 o 6 spinelli ogni giorno,anche da sola,in casa. Ormai era diventata un’abitudine e se capitava che non avevo da fumare,diventavo nervosa. Poi si sà..lo spinello,arrivati a un certo punto non ti basta piu’ e hai voglia di provare altre cose,così provai l’ecstasy…l’lsd e la cocaina.

    Scrivo questi 8 anni della mia vita brevemente,altrimenti farei un romanzo.

    In poche parole facevo l’ecstasy quando andavamo in qualche discoteca il fine settimana..poi iniziai a mescolare l’ecstasy con l’lsd,cocaina,alcoolici e spinelli,facevo di tutto. Per me era solo un modo di divertirsi,una “bravata” ma non mi accorgevo che mi stavo distruggendo piano piano con le mie stesse mani.

    Molte volte mi sono sentita malissimo in discoteca,ma questo non mi faceva fermare anzi…iniziai a sballarmi con l’lsd ogni giorno. I trip erano la mia droga preferita,non sò perchè..vivevo in un mondo tutto mio,un mondo bello,irreale…Per 6 lunghi mesi ho calato un cartoncino di lsd al giorno senza saltarne neanche uno. Sapevo controllarmi ormai,anche quando l’effetto era forte e andavo nella cosiddetta “paranoia” tanto da calarmi anche da sola,la sera prima di andare a letto. Ricordo che prima di mettermi sotto le coperte mi calavo il mio cartoncino e poi restavo tutta la notte a viaggiare con il mio trip ascoltando la musica,guardando la tv. Ero arrivata a un punto che non mi piaceva piu’ essere “sana”…

    Un giorno d’estate,del 1997, io e i miei amici calammo delle pastiglie di ecstasy…ricordo di averne calate 6 mescolandole, per la mia prima volta,con una “sniffata” di eroina. Mi sentii malissimo.
    Non dimenticherò mai quel giorno…adesso capirete il perchè. Un mio caro amico mi accompagnò a casa la sera tardi, regalandomi un cartoncino di LSD. Non contenta della giornata me lo calai a letto…Mi prenderete per pazza, lo so, lo penso anche io adesso, ma in quei momenti, quando sei sballata, non ti rendi conto di quello che fai. Presi la “botta” piu’ grande della mia vita,non sono mai stata così male…Avevo allucinazioni bruttissime,vedevo mostri e cadaveri nella mia stanza e non sapevo piu’ come fare perchè ero sola e non sapevo piu’ come controllarmi. Non potevo fare niente anche perchè c’erano i miei genitori di là, nell’altra stanza e avevo paura di essere scoperta, ma avevo bisogno di qualcuno. In alcuni momenti non ricordavo nemmeno dov’ero…non riconoscevo neanche casa mia. Il tempo non passava mai..ero disperata…

    Arrivarono le 7 di mattina quando squillò il telefono di casa. Era la mia migliore amica che piangeva…Il ragazzo, il mio amico che mi aveva accompagnata a casa la sera prima, era morto in un incidente stradale. Non auguro a nessuno quello che ho passato io, ma potete immaginare cosa ho provato in quel momento…Mi venne una grande crisi sotto effetto di LSD e i miei mi portarono all’ospedale.

    Il giorno piu’ brutto della mia vita che però mi ha salvata perchè da lì “scattò una molla nella mia testa”:BASTA CON LA DROGA!

    Il mio amico ci ha perso la vita all’età di 23 anni, oggi lo porto e lo porterò sempre nel mio cuore ringraziandolo di avermi salvata perchè è da lì che ho smesso con ogni tipo di droga. Purtroppo però,quando “chiudi” con tutto ti rendi conto dei danni che può causarti la droga.

    In questi 4 anni ho avuto allucinazioni,attacchi di panico, depressione, anoressia e ho tentato varie volte il suicidio.
    Oggi con l’aiuto di molte persone che mi sono vicine finalmente sto bene, ce l’hò fatta! Ho superato la depressione, le allucinazioni e tutto il resto, anche se non sono ancora al 100 per 100!
    Ho ritrovato la voglia di vivere e la felicità.

    Voglio solo dire una cosa a tutti ragazzi che ne fanno ancora uso: la vita è bella, viviamo una volta sola, non rovinatela con la droga! Quello è un mondo, un divertimento irreale, sì che può piacere, come piaceva a me e come piace a chiunque, ma non vi rendete conto dei danni che provoca! C’è di meglio nella vita! Dateci un taglio finchè siete in tempo,ve lo dice una ragazza,anche se piccola di età, che però ha avuto la sua esperienza con la droga e che porta per sempre con sè un caro amico morto (scusate la parola) per queste stronzate!

    fonte:  drogaonline.it

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    puntata di superquark sulla cocaina

    9 Ottobre 2008

    guardate attentamente questo video…