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Il fumo di tabacco

22 Dicembre 2008

Più di 4000 sostanze tossiche sono contenute nel fumo di tabacco. Chi fuma un pacchetto al giorno assorbe in un anno l’equivalente di una tazza di catrame e in 20 anni 6 chilogrammi di particelle di polvere. Nicotina, condensati (catrami o bituminosi), monossido di carbonio e certi gas irritanti (ossidi d’azoto, formaldeide, Acroleina, ecc.) sono gli agenti più nocivi nel fumo per la salute. Il fumo di sigaretta produce PM10 in modo analogo all’inquinamento da traffico. Il corpo assorbe queste sostanze:
La nicotina: crea dipendenza
Il monossido di carbonio: ostacola l’azione dei muscoli e del cervello
L’arsenico e i derivati del cianuro: dei veri e propri veleni
L’acetone: proprio quello per togliere lo smalto dalle unghie!
La formaldeide: un gas irritante impiegato dalle industrie nella lavorazione delle stoffe, carta, legno e coloranti
Il catrame: si deposita nei bronchi e nei polmoni e può provocare il cancro
L’ammoniaca: un gas tossico dall’odore caratteristico!
Additivi chimici come l’acido silicico, carbonico, acetico, formico, benzoico; il diossido di titanio; prodotti sbiancanti delle ceneri; ecc.
Il polonio 210: UNA SOSTANZA RADIOATTIVA . Fumare 30 sigarette al giorno equivale, in un anno, a 300 radiografie al torace

Le sigarette più leggere sono meno cancerogene, ma in complesso non offrono una protezione sufficiente contro i danni causati dal fumo. Sorge il pericolo che il fumatore – allo scopo di ottenere lo stesso effetto – aspiri più forte in modo di compensare il tenore minore di nicotina oppure che consumi un maggior numero di sigarette.

La maggior parte della nicotina finisce nell’aria, nei polmoni ne arriva circa un quinto. Più vivo è il fuoco che brucia, più nicotina entra nell’organismo, quindi più si fuma rapidamente più nicotina si aspira. E più la sigaretta si accorcia più cresce la nicotina: una prova eccellente si può fare fumando con un apposito filtro comprato a parte (materiale plastico). La nicotina pura è un potente veleno, una sua goccia lasciata cadere sulla pelle di un coniglio causa uno choc immediato. Se si fuma un pacchetto di 20 sigarette al giorno, si aspirano circa 420 mg di nicotina a settimana, dose che, in una sola iniezione ucciderebbe come una fucilata. Ricordiamoci infine che ogni boccata un fumatore inspira 1 litro e mezzo di fumo.

fonte:  clicmedicina.it

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prima di accendervi la prossima sigaretta guardate queste immagini e riflettete…

11 Dicembre 2008
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Ipocretina, un interruttore molecolare per smettere di fumare

5 Dicembre 2008

Bloccando i recettori di uno specifico neuropeptide, una breve catena di aminoacidi presente nel tessuto nervoso, nei modelli animali si riesce a ridurre il desiderio di nicotina. Inoltre, si è osservato che un danneggiamento a carico della corteccia cerebrale insulare può interrompere la dipendenza da nicotina nei fumatori, che smettono spontaneamente di fumare e percepiscono una riduzione significativa del desiderio di fumare.
I meccanismi neurobiologici attraverso i quali l’insula controlla il desiderio di fumare non sono ancora noti. Tuttavia, i risultati di uno studio condotto presso l’Istituto di ricerca Scripps in Florida e pubblicato su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences) dimostrerebbero che il desiderio di fumare può essere ridotto rapidamente agendo sui recettori dell’ipocretina.
I ricercatori hanno scoperto che bloccare i recettori dell’ipocretina (Hcrt-1 e orexin-1), un neuropeptide prodotto nel cervello da cellule dell’ipotalamo, non riduce nei topi la motivazione ad ottenere la droga. Il blocco di questi recettori inoltre elimina gli effetti stimolanti della nicotina sul sistema della gratificazione nel cervello. L’insula è innervata di fibre nervose che contengono ipocretina e il blocco dei recettori Hcrt-1 all’interno dell’insula contribuisce a ridurre il consumo di tabacco nei topi. I risultati dello studio suggeriscono che l’ipocretina svolga un ruolo chiave quale fattore neurobiologico nell’indirizzare il consumo di tabacco nei fumatori.

fonte: dronet.org

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italiani e sigarette, consumi stabili

14 Novembre 2008

I dati del 2008 confermano quanto osservato negli ultimi 3 anni, secondo cui si assiste ad una sostanziale stabilizzazione della quota di fumatori tra la popolazione di 14 anni e oltre (22,2%), sebbene tra il 2000 e il 2005 si sia registrata una riduzione dei fumatori di circa 2 punti percentuali.
Attualmente in Italia fumano circa 11,2 milioni di persone (6,5 milioni di uomini e 4,7 milioni di donne), i non fumatori sono il 52,9% e gli ex fumatori rappresentano il 22,9%, secondo le ultime stime pubblicate a novembre nell’Annuario statistico italiano dell’Istat. Il tabagismo è più diffuso tra i maschi rispetto alle femmine (28,6% vs 16,3%) e riguarda soprattutto la fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni, dove i fumatori rappresentano il 29,2%. Sempre in questa fascia d’età, tra i maschi si riscontra la percentuale più elevata di consumatori (36,9%), mentre la quota più elevata di fumatrici (24,3%) corrisponde alla fascia d’età 45-54 anni.
Tuttavia, i non fumatori rappresentano la maggioranza della popolazione (52,9%), mentre il 30,4% dei maschi e il 15,9% delle femmine dichiara di aver fumato in passato. Gli effetti nocivi del fumo (attivo e passivo) sono ben documentati da numerose indagini epidemiologiche. L’esposizione al fumo di tabacco può comportare l’insorgenza di patologie cronico-degenerative soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare.

fonte:  dronet.org